PIEDIMONTE MATESE. Habemus papam, Consorzio Metano Campania 25 ha nuovo presidente e nuovo Cda: ecco i nomi.

E lunedì prossimo la prima riunione del neocostituito Cda. Tensioni in aula, alla fine si scopre il motivo della discordia: il quinto nome del componente non era concordato. “Una vergogna che un Ente pubblico da oltre 10 anni presenta bilanci non approvati“.

Presiede inizialmente la seduta il presidente uscente facente funzioni, Renato Ricca, già amministratore comunale ed esponente del partito democratico cittadino, non mancando di elogiare le attività portate avanti dall’Ente, di “vicinanza a tutte le amministrazioni comunali, anche in tempi di pandemia“, dunque “di augurio di buon lavoro al nascente nuovo Cda”.

Parte così la sofferta convocazione dell’Assemblea dei Comuni consorziati al Consorzio Metano Campania 25, quella che deve procedere, tra le altre, alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. Da tempo circolava nei corridoi politici il nome di Francesco Imperadore, che a San Potito Sannitico fa il sindaco da oltre un decennio (è difatti al terzo mandato), è già stato anche presidente della Comunità Montana del Matese, e proprio da quando da quest’ultimo ente è stato avvicendato (carica ora ricoperta dal primo cittadino di Sant’Angelo d’Alife, Michele Caporaso), le voci sul suo nome come possibile successore a quello che fu Giuseppe (solo per gli amici Peppino) Avecone allora sindaco da Alife ultimo presidente eletto, si sono fatte più insistenti.

Certamente la regia politica è da accreditare a Giovanni Zannini (ieri sera il primo abbraccio al neo nominato Imperadore nuovo presidente glielo ha fatto sotto la sede dell’Ente, alla Strada Provinciale 331 a Piedimonte Matese, proprio il consigliere regionale di Mondragone), accompagnato per l’occasione dal braccio destro sul matesino, Alfonso Simonelli da Alife.

Ma il vero artefice dell’operazione è stata la fascia tricolore piedimontese, quel Vittorio Civitillo che più volte, nel corso della seduta, era sul punto di abbandonare i lavori. Probabilmente, quasi certamente, nelle intenzioni dell’ingegnere – sindaco matesino si era partiti con un progetto, poi strada facendo le cose sono (parzialmente) cambiate, e la (ri)nomina anche di Ermanno Masiello, sindaco a Raviscanina e componente uscente del Cda, la dice tutta sulle interferenze politiche che sono giunte da altri (Oliviero!!!).

Anche leggendo i nomi del nuovo Consiglio di Amministrazione non si lasciano dubbi sulla nomina prettamente politica. Oltre ad Imperadore, tutti, Masiello a parte, entrano nell’orbita dell’avvocato mongragonese: Luigi Zazzarino, che al Comune d’Alife fa da poco l’assessore; Giuseppe Mallardo, neo eletto sindaco a San Gregorio Matese; e Di Pippo, assessore e vice sindaco a Roccamonfina. Lasciano il campo tutti componenti che non rivestono più cariche politiche: oltre al citato Ricca, anche l’ex primo cittadino di Baia e Latina, Santoro e Leardi.

Dopo la nomina del presidente dell’Assise, il sindaco di Riardo, Armando Fusco (con vice il collega di Ailano, Vincenzo Lanzone), qualche frizione è stata senza dubbio registrata; a cominciare dall’inversione dell’ordine del giorno, con nomina del nuovo Cda prima della approvazione dei bilanci, addirittura datati 2009 e senza parere del Collegio Revisori, che ha visto tra i più fervidi oppositori proprio il sindaco Civitillo: “sarebbe il caso che il vecchio Cda approvasse i bilanci: una vergogna che un Ente pubblico da oltre 10 anni presenta bilanci non approvati“. Alla fine l’inversione passa, col favore tra l’altro dei delegati da San Potito (Sisto), Presenzano (Maccarelli), Riardo (Fusco), Roccamonfina (Di Pippo), per un totale del 32,10% delle quote.

Ancora confusione in sala, che mette a dura prova la pazienza dei presenti: in discussione lo stesso quorum strutturale (ai sensi art. 10 dello Statuto dell’Ente datato 1998). Pronti a votare il nuovo Cda, anche qui interviene Civitillo, proponendo il rinvio del punto fino a che i sindaci terminino nella stanza accanto una accesa discussione, minacciando di abbandonare la seduta (se lo avesse fatto il quorum con Piedimonte capofila sarebbe sceso sotto il 50%, non sufficiente per procedere con i lavori). Con l’ingresso di altre deleghe il quorum risale ancora (ultimo degli arrivi è San Pietro Infine). Alla fine si scopre il motivo della discordia: il quinto nome del componente non concordato. Appello rifatto per la terza volta e, finalmente alle 20:05 dopo un’ora di tensioni, con un quorum di 78,64% viene eletto il nuovo Cda nelle persone sopra enunciate.

Tutto liscio? Manco a dirlo. L’uscente Ricca contesta la parità di genere, non essendoci donne del nuovo Cda, poi criticata in quanto nessuno aveva nei giorni passati presentato pregiudiziali, fino al parere sempre di Civitillo: “questa è una norma che obbliga, è una legge dello Stato: trattasi di una violazione chiarissima della norma, anche se non invalida il nuovo Cda: “. Chiesto il parere del segretario (Pietro Dragone da Caserta), conferma che trattasi di normativa nazionale che non invalida la nomina “ma potrebbero diffidarci”. Tra astenuti, favorevoli (solo Alife e San Potito), tutti sono stati contrari alla pregiudiziale.

Questione lungamente discussa anche quella inerente i bilanci: alla fine passati quelli dal 2012 fino al 2020, ma non approvati quelli precedenti dal 2009 al 2011, per indagini della Guardia di Finanza per presunti ammanchi, gravati tra l’altro da prescrizioni tecniche ed anche con parere negativo dai revisori dei conti. Rinviato il bilancio preventivo 2022, così come la nomina del nuovo Collegio dei Revisori dei Conti e l’atto di indirizzo per l’adeguamento dello Statuto dell’Ente, per il quale viene nominata una apposita commissione interna.

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