PIEDIMONTE MATESE. E Grillo lancia un referendum popolare: scioglimento lunedì 27 e voto a settembre (con 2 mesi di commissario) o scioglimento martedì 28 e voto in primavera 2021 (10 mesi di commissario)?

La cittadina matesina è pronta per il voto a settembre oppure meglio attendere la finestra della primavera/estate 2021?

La proposta di lanciare un appello ai cittadini piedimontesi viene suggerita dal consigliere comunale Carlo Grillo, che riflette sulla opportunità di andare al voto nell’immediato, ovverosia il prossimo 20 e 21 settembre 2020 unitamente alle elezioni regionali (e referendum), oppure attendere la primavera/estate del 2021, quando il Governo nazionale aprirà un’altra finestra di elezioni per le amministrative. Dubbio avanzato durante l’ “ultima cena”, quella di ieri sera in un noto locale nei pressi dell’Ospedale matesino, dove si sono ritrovati 10 componenti l’Assise civica: dal gruppo “SiAmo Piedimonte” presenti  Grillo, Petella e Riccitelli, da “Noi di Piedimonte” Civitillo ed Ottaviani, dal gruppo di maggioranza “Uniti per Piedimonte Matese”, Capone, BiscegliaMasella, Santopadre e Santillo. Tutti daccordo nel decretare la sfiducia a questa amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luigi Di Lorenzo, e sulle modalità della operazione. Non vi sarà, dunque, appuntamento dal notaio ma sfiducia diretta in consiglio comunale con le contestuali dimissioni della maggioranza dei consiglieri, così come aveva proposto lo stesso capogruppo di “SiAmo Piedimonte”. La alternativa è se proporre la sfiducia nella prima convocazione dell’Assise,  ovverosia lunedì 27 luglio, ore 8:00 (consiglio comunale convocato per il voto sul rendiconto a consuntivo 2018 ed altri argomenti all’O.d.g.), oppure attendere la seconda convocazione, quella di martedì 28 luglio, alle ore 20:00. Nel primo caso il Civico consesso si scioglierebbe in tempo utile per poter andare al voto nella prossima tornata utile, quella del 20 e 21 settembre 2020; viceversa, se si attende la seconda convocazione, quella cioè del giorno successivo (ipotesi, questa, sussurrata proprio da qualche componente la ex maggioranza), a quel punto non si farà più in tempo per la finestra di voto di settembre e bisognerà attendere il voto in primavera del prossimo anno. Da qui il referendum rivolto ai cittadini piedimontesi: scioglimento lunedì 27 e voto a settembre con due mesi di commissario oppure scioglimento martedì 28 con voto nella primavera/estate 2021 ma con dieci mesi di gestione commissariale?

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