PIEDIMONTE MATESE. “Emissioni da impianti di combustione nanoparticelle e salute”: il convegno in città a cura del CAI ed Associazione Storica Medio Volturno.

piedimonte-matese-convegno-ambiente-2016-nano-partiecelPresenti esperti di inquinamento da micro e nanoparicelle uroandrologi dell’Asl Salerno che hanno illustrato il progetto di “Ricerca Ecofoodfertility- Primi dati di Biomonitoraggio su Sangue e Seme Umano“.

“Emissioni da impianti di combustione nanoparticelle e salute”: il convegno in città a cura del CAI- sezione di Piedimonte Matese, in collaborazione con l’Associazione Storica del Medio Volturno. Venerdì scorso nella sala Minerca, che ha visto relatori Vincenzo Caprioli, esperto di inquinamento da micro e nanoparicelle e Luigi Montano, Uroandrologo Asl Salerno che ha illustrato il progetto di “Ricerca Ecofoodfertility- Primi dati di Biomonitoraggio su Sangue e Seme Umano“.  Onori di casa a Pasquale Simonelli, Presidente dell’Associazione Storica del Medio Volturno a cui è seguito il saluto del Presidente della sezione CAi di Piedimonte Matese, Ugo Iannitti. L’ inquinamento atmosferico ha un forte impatto sulla salute dei cittadini europei, in particolare di quelli che vivono nelle aree urbane. Anche ora che la qualità dell’aria sta lentamente migliorando, lo smog resta il più grande pericolo per tutti, con una conseguente minore qualità della vita a causa di malattie e una stima di 467mila morti premature ogni anno, come quelle attribuibili a questo fattore nel 2013. sono questi i primi dati del Rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente. Una prima risposta all’allarme lanciato dall’organismo Ue arriva proprio dal Parlamento europeo che, in seduta plenaria, ha approvato una direttiva per imporre limiti più bassi ai principali inquinanti con l’obiettivo di abbassarne entro il 2030 la quantità nell’atmosfera sotto i livelli del 2005. Le particelle incriminate vanno dal biossido di zolfo, causa delle piogge acide, al particolato che può causare malattie respiratorie e cardiovascolari. Il documento è stato pubblicato dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea). Un pericolo che resta alto anche se la qualità dell’aria nel Vecchio continente sta lentamente migliorando. E il parlamento europeo impone limiti più bassi agli inquinanti Il report dell’agenzia europea, che si riferisce al periodo 2000-2014, utilizza i monitoraggi di oltre 400 città. Nonostante i miglioramenti, circa l’85% degli abitanti delle città dell’Ue nel 2014 sono stati esposti a inquinamento da particolato a livelli ritenuti dannosi per la salute dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il rapporto definisce questo tipo di inquinamento come una miscela di minuscole particelle e goccioline liquide composte da diversi elementi tra cui acidi, metalli, particelle di suolo o polvere. Fonte principale è la combustione di carbone e biomassa da parte di industrie, centrali elettriche e famiglie

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