PIEDIMONTE MATESE. Il Consorzio Bonifica Sannio Alifano emette un ruolo di contribuenza non conforme al Piano di Bonifica e di Classifica approvato, imputando maggiori oneri agli agricoltori e quasi nulla ai cosiddetti extragricoli: la denuncia di Confagricoltura Caserta.

I consorzi di bonifica per statuto sono organi economici di diritto pubblico destinati alla realizzazione e alla gestione delle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione. Nati, quindi, per assicurare la bonifica dei territori e l’irrigazione dei campi.

di Tommaso Picone

Dagli anni cinquanta e a tutto gli anni settanta, sono stati anche bracci operativi per la realizzazione di opere infrastrutturali primarie e secondarie per la vivibilità e lo sviluppo di un territorio. Strade, elettrodotti, acquedotti, scuole, edifici pubblici ed ecclesiastici, ancora funzionali ed efficienti. Oggi, molti dei Consorzi della Campania, ed in particolare quelli della provincia di Caserta, dove due su tre sono commissariati dalla Regione, vivono una situazione economica e finanziaria tale da non poter garantire la bonifica dei territori e l’irrigazione dei campi. Entrambe le attività, scopo sociale del consorzio, ragione della sua esistenza, motivo della contribuenza da parte dei consorziati. A nulla sono valse le Leggi regionali approvate nel tempo. Ultima la Legge n.4 del 2003, che, tra l’altro, prevede, all’articolo 37, il risanamento dei Consorzi di bonifica. La situazione è diventata intollerabile. Ancora oggi, il Consorzio Aurunco non è in grado di assicurare l’irrigazione né l’ordinaria funzionalità. In una nota inviata dal Presidente di Confagricoltura Caserta, ing. Raffaele Puoti, al Consorzio è stata denunciata “l’assenza totale delle attività di bonifica e di irrigazione di codesto Consorzio che, nel tempo, ha determinato maggiori oneri di gestione delle aziende e minor entrate per effetto delle inevitabili riduzioni sia qualitative che quantitative delle relative produzioni aziendali. Già nell’anno 2017, una stagione irrigua, partita con circa due mesi di ritardo, inefficiente e con una fornitura parziale dei comizi, ha determinato sostanziali danni alle produzioni agricole, impiantate con il presupposto di area irrigua, fondamentale per il raggiungimento di un risultato produttivo idoneo e ottimale per la commercializzazione. Per giunta, la stagione estiva è stata caratterizzata da una condizione di siccità agroambientale, acclarata dalla Regione Campania.” Con detta nota, gli organi di rappresentanza del Consorzio sono stati inviatati e diffidati a “a non emettere il ruolo di contribuenza per l’anno 2018 e, nel contempo, a provvedere allo sgravio totale del ruolo di contribuenza, già emesso, per l’anno 2017” e l’Unione si è riservata, a nome dei soci rappresentati, di comunicare “i danni ricevuti sulle produzioni per assenza delle attività istituzionali dell’Ente”. Il Consorzio del Volturno, anch’esso in gravi difficoltà economiche e finanziarie e gestito dalla Regione Campania, distribuisce, invece, l’acqua per irrigazione sempre con notevole ritardo su molte aree del comprensorio, ridimensionando la potenzialità della coltivazione agricola e, in molti casi, rendendola impraticabile. Esistono nel comprensorio aree vocate ad ortaggi, come le fragole, punta di eccellenza, utile commerciale e imprenditoriale per molte aziende, ma non praticabili se non con l’uso di pozzi non sempre regolari. Molte aree, inoltre, ancora oggi non sono servite. Impianti nuovi, gruppi di consegna automatici in disuso per incapacità di gestione. Il Consorzio Sannio-Alfano, che ha sede a Piedimonte Matese e a cui è stato affiancato l’intero comprensorio del Consorzio Telesino – in liquidazione da più di trent’anni – è l’unico ad avere un’amministrazione eletta dai consorziati. Tale Consorzio, allo stato, emette un ruolo di  contribuenza non conforme al Piano di Bonifica e di Classifica approvato, imputando maggiori oneri agli agricoltori e quasi nulla ai cosiddetti extragricoli. Negli ultimi tempi, si ha la sensazione che il ruolo dei Consorzi di Bonifica sia travisato e si ritenga, erroneamente, che svolgano un ruolo sociale dovendo assicurare posti di lavoro. Invece, il vero scopo sociale dei Consorzi è la bonifica, per tutelare il territorio, e l’irrigazione per assicurare produzioni agricole di pregio. Prima devono essere soddisfatte le esigenze di tutela ambientale e di sostegno allo sviluppo agricolo di un territorio e poi, di conseguenza, si potranno garantire i posti di lavoro che devono rispondere alle esigenze istituzionale di gestione. La Confagricoltura di Caserta – conclude Il Presidente Puoti – è al fianco degli agricoltori esasperati da tanti disservizi. Saranno intraprese tutte le azioni necessarie affinché il sistema dei Consorzi di Bonifica venga sostanzialmente modificato e garantisca agli agricoltori i servizi per cui sono stati istituiti.

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