PIEDIMONTE MATESE. “Pomerium”, cavalca il dissenso popolare sul rifiuto del rifiuto, che non risolve il problema, ma lo rinvia sibillinamente.

“…nuova discarica da circa 14, 3 mln di e., programmata con maliziosità, dal Sindaco V. Civitillo… un plauso a Nicolino Lombardi, preside dell’Istituto Industriale…

di Giuseppe Pace (Esperto di Ecologia Umana, formatosi all’Università di Padova).

Nel 1990 tenni un corso d’aggiornamento professionale al Collegio Provinciale dei Geometri di Padova, provincia simile per popolazione residente e n. di comuni al territorio casertano, che però ha un reddito pro capite della metà rispetto ai cittadini residenti in territori padovano. In Veneto la laboriosità dei cittadini, mediamente, somiglia non poco a quella del territorio del Sannio (molisani, beneventani, alto-casertani, ecc.) solo che hanno maggiori opportunità lavorative di scelta per tutta una serie di concause. Al corso sopra accennato, svolsi 5 lezioni, a cadenza settimanale, con l’ausilio di 5 dispense di Ecologia Umana, che predisposi prima d’iniziare il corso stesso. Il presidente del Collegio, Geom., Ampelio Veleda, fece stampare le dispense per i corsisti, circa 2000 iscritti e un centinaio i partecipanti. Impostai il corso ecologico sull’ambiente: suolo, acqua, aria, parchi (regionali, nazionali e giardini pubblici) nonché una lezione introduttiva di Ecologia Umana che si occupa dell’ambiente (insieme di natura e cultura). Ad aprire il corso venne il Presidente della Provincia di Padova, eravamo ospiti della scuola muratori di Camin, parte Sud della città di Padova. Ci tenni a lasciare il segno che l’Ecologia non è la scienza del non fare, ma del fare con diverse accortezze per salvaguardare l’ambiente naturale, che però deve poter ospitare, e bene, pure l’ambiente sociale ed economico dell’uomo, viceversa genera la moda dell’ecocatastrofismo! Dopo gli anni Novanta giunse la moda del biocentrismo di provenienza culturale anglosassone (la vita a centro, che spesso non è l’uomo ma è la specie più o meno in estinzione o gli animali e piante domestiche).

La mia visione era ed è ecocentrica (l’ambiente al centro) che media la tradizionale antropocentrica e la biocentrica.  Bene però, per il lettore, ritengo ribadire che la Matematica non è un’opinione e ci suggerisce di considerare la Natura non necessariamente legata alla Cultura. Basta l’equazione seguente a dimostrarlo; A = N + C; C= A- N. La cultura, da un paio di secolo almeno, è dominante sulla natura e la plasma come l’intelligenza umana sa fare con l’uso di sempre più potente e sofisticata tecnologia. Ieri all’Università di Padova si parlava di robotica applicata, prima, invece, d’intelligenza artificiale applicata. L’Università patavina, festeggia quest’anno gli 800 anni dalla sua fondazione, la sua posizione d’avanguardia, non solo in Italia, deriva pure da una ricercata sinergia tra cultura e imprenditori, che esportano per oltre il 30% di chi fa impresa nonostante la crisi.

Ho assorbito daquestaeccellente Università non poco dei miei studi di perfezionamento e di respiro culturale cittadino. Del corso suddetto, tenuto ai Geometri professionisti padovani, non dilettanti allo sbaraglio, come per i miei vari decenni di docente mi resta una buona esperienza spero di aver seminato o lasciato il segno: insegnare significa lasciare il segno, che può essere superficiale, profondo, inesistente, ecc.. Nella mia esperienza di docente in Italia (Liguria, Molise, Veneto) ed estero (Romania, ecc.). Il diploma di eccellenza di servizio, non richiesto, rilasciatomi dal liceo tecnologico “Transilvania” di Deva mi fa presumere che abbia lasciato un segno non superficiale anche per onorare il MAECI (Ministero A. Esteri e della Cooperazione Internazionale) che mi aveva assegnato nel 2004 la cattedra quinquennale (come pioniere, prima non c’era docente nella sezione italiana di quella scuola con altre sezioni di francese e inglese).  Ma vengo all’ambiente locale di una cittadina del Mezzogiorno nostrano, Piedimonte Matese, per la quale scrissi un libro che pubblicai a mie spese a Padova.

La res publica di Piedimonte Matese con la nuova governance municipale si trova una nuova gatta da pelare poichè alcuni consiglieri d’opposizione cavalcano, dopo avere ideato Pomerium chiamandolo comitato civico, il “rifiuto del rifiuto”. Se la “Terra dei Fuochi” ha fatto notizia, Pomerium, potrebbe incrementarla non poco. Invece una discarica, se fatta bene e controllata meglio, in territorio del Sannio Pentro com’è Piedimonte Matese, lontana dalla Terra dei Fuochi, non necessariamente è da ritenersi, a priori, fuori dalle legalità democratica e repubblicana.

L’uso del termine Pomerium mi fa pensare a laureati o diplomati di cultura filosofica o umanistica, più sensibili al sociale, ma anche più superficiali nell’analisi del reale rispetto a quelli di discipline scientifico-tecniche, che usano domini doi conoscenza non opinabuili come la Matematica. Il metodo scientifico è galileano, tutto va misurato e deve essere riproducibile. Una discarica o isola ecologica, per rifiuti previsti dalla normativa, costruita in piano nella bassa valle del Torano, è meno pericolosa di quelle realizzate in ambienti montani dei comuni matesini. Il rifiuto del rifiuto non è unasoluzione al problema, maun semplice rinvio sibillino! L’opposizione è pretestuosa o banale (banale è quando non è motivata da dati certi) leggendo il manifesto pubblico di “Pomerium”, dal nome della fontana “infinita” dell’Annunziata, dove abitano alcuni degli ex consiglieri piedimontesi, oggi all’opposizione e dunque privi di “potere”, alcuni pare che lo bramino a vita. Su alcuni media casertani, legati al potere costituito del vecchio feudo elettorale o del partito di governo, appaiono già articoli che danno risalto all’opposizione alla nuova discarica da circa 14, 3 mln di e., che scrivono, invece, 17, programmata, a leggere loro, con maliziosità, dal Sindaco V. Civitillo.

Poichè il nuovo Primo cittadino di Piedimonte Matese, è Ingegnere ed espressione d’imprenditorialità, non credo sia abituato ad ammucchiare chiacchiere su chiacchiere come i suoi colleghi precedenti e gran parte degli Assessori, alcuni “Signorsi” come l’inchiesta della coraggiosa Magistratura “Asso pigliatutto” ha evidenziato. Ho già manifestato simpatia per il “punto e a capo”, con il nuovo Sindaco e la sua compagine di maggioranza, ma ciò non toglie che la critica è espressione di Democrazia, costituita di partiti che convogliano diversità di vedute dei cittadini.

La nuova governance piedimontese è ancora quasi agli inizi del mandato elettorale e una delle due liste d’opposizione, perdenti alla competizione elettorale, sembra voglia imporre anche gli ordini del giorno del consiglio (come spendere i soldi del Pnrr) che spetta alla Giunta esecutiva. L’opposizione al governo della res publica è importante e necessaria in Democrazia, ma non pretestuosa per mantenere ed accrescere solo il consenso elettorale. Ben altra cosa è la critica all’impianto di smaltimento rifiuti di 14 milioni di e. prefigurata in territorio piedimontese. Là è bene che la Giunta e la maggioranza consiliare informino i cittadini perché ne comprendano meglio sia l’utilità che l’incolumità ambientale. Dalla lettura del manifesto sui muri piedimontesi notavo che i promotori sono i soliti, che una volta costituivano la maggioranza sia precedente che prima ancora con base elettorale all’Annunziata, antico feudo elettorale, che resiste. Da tempo vado ribadendo che l’Ambiente è un insieme di Natura e Cultura, dove la seconda è più importante e, in parte, plasma la prima.

L’Ambiente della Regione Campania consta di 551 comuni (nella cintura di Napoli vi sono molti comuni di oltre 100 mila abitanti, mentre sul Matese sono di piccole dimensioni come Ciorlano, Fontegreca, Letino e Gallo Matese). In ogni ambiente sono importanti i flussi di relazioni che vi escono e vi entrano, soprattutto per il futuro con internet che è l’espressione palese della IV rivoluzione industriale. La Campania, in Italia, è da decenni un gigante politico e un nano economico, ma ciò sembra essere valido per tutto il Mezzogiorno. L’ambiente biofisico campano è interessante ma il reddito dei suoi residenti è metà di quello delle regioni settentrionali. Nel nostrano Matese, il Parco Naturale Nazionale non riesce a far decollare l’economia locale, né frenare l’esodo delle zone montane tra Campania e Molise, idem le comunità montane del Matese, dove da tempo lo scrivente auspica anche una galleria di valico tra Gioia S., Cusano M. e Guardiaregia. Per essa svolsi una Tesi al X Corso di Perfezionamento in Ingegneria del Territorio all’Università di Padova nel 1994 e la illustrai sia alla Camera di Commercia IAA di Campobasso ai Tecnici ambientali del Molise (“Valutazione d’Impatto Ambientale della Galleria del Matese” e il giorno dopo alle Guide turistiche, “Punti di Attrazione turistica dell’intero Matese) che al Convegno di Cusano Mutri il 30/01/1999. Il costo, da me valutato nel 1994, era pari a 200 miliardi di lire e consentiva un traffico veicolare di 3.600 al giorno su 34 mila transitanti al bivio di Guardiaregia-Vinchiaturo, dove esiste il massimo del traffico molisano. Di tale galleria, come cerniera di collegamento rapido tra Campania e Molise, ha scritto pure Luigi Cimino sull’Annuario dell’ASMV. In Campania le eccellenze non sono poche, ma sono tante le pastoie burocratiche e i freni che ingessano lo sviluppo locale.

Al Sud d’Europa e d’Italia cresce la povertà (al Nord Italia cresce la richiesta di maggiore autonomia regionale su 23 materie previste dall’art. 117 della Costituzione). A guidare il decentramento amministrativo è la mia Regione d’elezione, il Veneto. Anche io mi interesso di decentramento scolastico, per il partito pensionati, che mi ha delegato per la scuola regionale. Anche la Campania, guidata dal governatore De Luca, sembra strano, è favorevole al decentramento amministrativo regionale. I 55 miliardi che lo Stato spende per mantenere annualmente il sistema pubblico d’istruzione, deve trovare soluzioni migliori e più rispondenti ai mutati bisogni dei giovani in varie realtà regionali. La suola pubblica accessibile a tutti durante il miracolo economico italiano (1953/73 per il Veneto 1953/79) non ha più ragione d’essere. Anche la scuola necessita di riforme sostanziali e non palliativi che i vari governi somministrano ad ogni cambio del ministro preposto al sistema scolastico nazionale. Non è solo la paura di scuole di sere A e B che deve fare restare lo stato quo, ma bisogna avere coraggio di cambiare verso le mutate esigenze del giovane cittadino. Ho messo a punto per il Veneto, alcune linee guida per una scuola regionalizzata, che non sembrano essere quelle populiste leghiste, che vuole fare aumentare solo gli stipendi ai 49 mila impiegati della scuola con 600mila che la frequentano per poi, forse, buttare a mare anche l’imparzialità dei docenti, che la scuola statale, fino ad ora ha garantito. Ma non è questa la sede per approfondire ciò.

Vorrei dire che al Sud, la cultura del Meridionalismo piagnone (espressione coniata dal cultore di Economia, Carlo Maranelli, noto meridionalista ed autore di La Questione Meridionale) non è propositiva né fa fare riforme realistiche che incentivino la crescita del reddito e sblocchino l’ascensore sociale anche con una scuola di qualità, che incentivi il merito. Il Pil pro capite del Meridione è pari al 55,2% di quello del Settentrione. Si allarga la forbice tra il Nord e il Sud del comune Paese, accentuata dalla crisi degli ultimi anni. Molti esperti ambientali valutano il turismo come prima industria italiana, anche se la gestione museale non è delle migliori. I 4500 musei italiani, a parte pochi, funzionano più per gli impiegati che per i visitatori: per orari poco rispettoso dei cittadini utenti. Quelli campani sono pochi e 3 o 4 monopolizzano i restanti, Alcuni, come il civico di Piedimonte M., di Alife, del Paesaggio di Letino, ecc., necessitano di essere incentivati. Manca ancora imprenditorialità anche per promuovere musei e non lasciarli gestire per fare il posto agli impiegati. I musei scientifici e tecnici sono pochi in Meridione e tutti andrebbero resi più fruibili e noti al vasto pubblico e ai turisti, non solo scolastici.

Un plauso a Nicolino Lombardi, preside dell’Istituto Industriale ed Agrario di Piedimonte Matese, Naturalista, Autore di saggi e promotore della mostra dei trattori e trebbiatrici del Sannio, esposta nei locali sotterranei dell’ITIS, Giovanni Caso, nipote di pastori transumanti di S. Gregorio Matese. Egli promosse pure il mio libro “Piedimonte M. e Letino tra Campania Sannio” ai suoi non pochi docenti, ma non pare che questi siano interessati alla lettura dell’ambiente locale, forse non escono mai dal libro di testo, spesso prodotto a Milano, Torino, Bologna, Palermo e Napoli. La Campania è un insieme di natura e cultura straordinariamente bello, ma problematico, anche se ricco di potenzialità positive da direzionare verso uno sviluppo più democratico con crescita del reddito di molti. Per fare ciò bisogna rimboccarsi le maniche e promuovere imprenditorialità, che non sta nell’enorme apparato pubblico statale e parastatale, che soffre di secolarismo o indifferenza al servizio erogato con conseguente crescita di camorra, tanto cara a qualche filosofo del Pd. Solo la crescita del reddito del suddito può aiutarne l’evoluzione in cittadino (per tale evoluzione ho quasi regalato o donato alla ”povera” Amazon, un saggio Canale di Pace: Amazon,libri.it), ma è la scuola, se funziona meglio di ora, che può compiere il miracolo di trasformare il suddito in cittadino, come è scritto nell’aula magna della scuola media Giacomo Vitale di Piedimonte Matese.

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