PIEDIMONTE MATESE / Verso le Politiche 2022. Dopo lo strappo per le mancate candidature in quattro pronti a lasciare Forza Italia: Sarro, De Siano, Pentangelo e Ferraioli.

L’ex sindaco di Piedimonte Matese: “Di fronte a questo silenzio, che rende ancora più incomprensibile quanto accaduto, riteniamo che non ci siano più le condizioni di agibilità politica per continuare a militare in Forza Italia”.
“La vicendaa che si è consumata per la formazione delle liste in Campania richiede un approfondimento”: ne è convinto il parlamentare uscente Carlo Sarro, già sindaco di Piedimonte Matese e potenziale ricandidato fino a qualche settimana fa, fino a quando non è subentrato quale coordinatore regionale Fulvio Martusciello. E da li tutto è cambiato. Vedi Sarro escluso, con dentro intanto all’uninominale Francesco Rubano, sindaco del piccolissimo comune sannita di Puglianello, ma che rientra nelle grazie del neo coordinatore, poi tutti nomi calati dall’alto almeno nei primi tre posti, che siccome potrebbero scattare in altri Collegi lascerebbero spazio alla prima candiadata locale solo in quarta posizione, quella Amelia Forte che a Sessa Aurunca fa la ginecologa e che è ariivata alle regionali del 2010 subitro dietro l’eletto Massimo Grimaldi. Ora lasciando stare le questioni sentimentali tra i due (sono fatti loro ed a noi poco debbono interessare), ma è evidente che la Forte ne ha tratto un vantaggio evidente, piazzata com’è in posizione utile per essere eletta alla Camera.
In arrivo ci sarebbero, dunque, altri addi clamorosi a Silvio Berlusconi, dopo quello degli ex Ministri Carfagna e Gelmini: in quattro, difatti, sarebbero pronti a lasciare Forza Italia in aperta polemica con le scelte del loro leader nazionale e con quel metodo “catapulta” per il voto del 25 settembre che non è piaciuto a Carlo Sarro, deputato uscente e coordinatore provinciale forzista a Caserta, quindi Domenico De Siano, Antonio Pentangelo e Marzia Ferraioli.
Uscenti e non ricandidati nel nome di scelte attribuibili nella logica del partito-azienda a Berlusconi che sono andate di traverso a loro e ad un certo modo di intendere il rapporto del partito con i territori. Sarro: “Di fronte a questo silenzio, che rende ancora più incomprensibile quanto accaduto, riteniamo che non ci siano più le condizioni di agibilità politica per continuare a militare in Forza Italia”.
De Siano ha spiegato: “Non è un problema di prese di posizione personali, non condividiamo il metodo, che è stato diverso da quello adottato cinque anni fa”. E ancora: “Nella precedente tornata noi coinvolgemmo il territorio, i coordinamenti provinciali, i parlamentari uscenti e garantimmo al territorio la rappresentatività ma leggendo i candidati di queste liste questa volta questo lavoro non è stato fatto“.






