PIEDIMONTE MATESE. Vincenzo Cappello scrive ai colleghi amministratori affinché continui l’impegno di tutti per tenere in vita l’Ufficio del Giudice di Pace.

vincenzo-cappello1Il Sindaco Cappello ha invitato il primo cittadino di San Potito e il Presidente della Comunità Montana a rivedere la propria posizione cercando di dare la possibilità di attribuire il buono pasto ai propri dipendenti distaccati.

Il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello conferma la disponibilità a ricercare ogni soluzione alle problematiche relative alla gestione dell’Ufficio del Giudice di Pace. Lo specifica nella nota inviata al Presidente dell’Associazione Avvocati di Piedimonte; al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere; al Giudice di Pace Paolo Rapa e ai colleghi amministratori dell’Alto Casertano che hanno aderito alla convenzione per il mantenimento associato dell’Ufficio giudiziario nella sua sede di Piedimonte Matese, in risposta alle richieste sollevate dai due dipendenti del Comune di San Potito Sannitico e della Comunità Montana del Matese (Lauro e Tomasone) di vedersi garantito il diritto all’indennità giudiziaria e ai buoni pasto. Il primo cittadino di Piedimonte Matese, ribadendo l’attenzione che la sua Amministrazione comunale profonde nel rispetto del loro benessere secondo i princìpi di legalità e correttezza amministrativa, ma anche in virtù della volontà di non mettere a rischio un accordo istituzionale prezioso per tutto il territorio, ha voluto sottolineare che il Comune di Piedimonte si è impegnato ad assicurare e garantire la funzionalità dell’Ufficio non con pochi sacrifici. Il Comune di Piedimonte Matese sta facendo fronte al tutte le spese di gestione, anche perché i Comuni che si erano impegnati a versare un contributo economico – così come previsto nelle more dell’avvio del Consorzio il primo gennaio 2017 – non vi hanno ancora provveduto, inoltre si è in attesa di ricevere le deliberazioni di adesione alla convenzione da parte dei centri della circoscrizione giudiziaria di Capriati a Volturno. Allo stato attuale il Comune del capoluogo matesino copre tutti i costi delle utenze di energia, di metano e di telefonia, pulizie, manutenzione, del materiale di cancelleria (registri, cartelle, fascicoli, ecc.), nonché di tutti i beni di consumo. Inoltre è stato istituito un registro per la presenza dei dipendenti nell’interno degli uffici, e altresì disposto il buono pasto (che non è obbligatorio ed è carico del Comune di appartenenza) alla propria dipendente distaccata, appunto, presso l’Ufficio del Giudice di Pace. Il Sindaco Cappello ha invitato il primo cittadino di San Potito e il Presidente della Comunità Montana a rivedere la propria posizione cercando di dare la possibilità di attribuire il buono pasto ai propri dipendenti distaccati, una spesa a loro carico che gli enti andrebbero a sostenere solo fino alla costituzione ufficiale del Consorzio per la gestione associata, e che dunque andrà in seguito ripartita tra tutti gli enti che hanno sottoscritto la convenzione. Circa la richiesta dell’indennità giudiziaria, Cappello ha chiarito che secondo la vigente normativa, ed in particolare a fronte del parere dall’ARAN (n.1516 del 30-04-2015), essa non può essere riconosciuta.

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