PIEDIMONTE MATESE / ALIFE / CAIAZZO. L’Autorità Nazionale Anticorruzione ci ricorda che il Sannio forse soffre di vecchie abitudini poco democratiche.

Il Sannio soffre dunque di vecchie abitudini e Pietro Farina ha ancora ragione dopo quasi un secolo che relazionava al Prefetto di Caserta le malefatte di chi occupava come “res propria” i Municipi del territorio alifano.

di Giuseppe Pace (Socio onorario del Circolo “Ragno” di Bojano)

Nei piccoli centri civili, come nel Sannio, sembra che la res pubblica sia cosa di pochi addetti, che spesso potrebbero considerarla proprietà privata. A scriverlo era il sottoprefetto alifano Pietro Farina circa tre quarti di secolo fa. I mass media casertani riportano la notizia che ”L’Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffele Cantone, con Delibera n. 450 del 08/5/2019, ha annullato la nomina dell’avv. Patrizia Merola, ex assessora e consigliera comunale nella passata consiliatura, e dell’arch. Marcello Mastroianni, rispettivamente a presidente e vicepresidente del Consiglio di Amministrazione delle Opere Pie Riunite di Caiazzo. Contestualmente, l’Anac ha sospeso per tre mesi il sindaco Stefano Giaquinto dal potere di conferire tutti gli incarichi di natura amministrativa di sua competenza”. In una Democrazia il ruolo delle opposizioni è basilare perchè, viceversa, il potere subirebbe la menomazione dell’equilibrio tra più poteri utili, per il cittadino amministrato, ad un controllo reciproco. La ripartizione dei poteri è sempre cosa buona e giusta, viceversa l’efficientismo monocratico potrebbe portare nella migliore delle soluzioni ad un paternalismo amministrativo. Caiazzo, Alife, ecc hanno buone minoranze municipali o opposizioni che si spera siano enblematicamente democratiche quando diverranno, se lo diventeranno, maggioranze municipali. Il nostro tempo è caratterizzato da Amministratori, molto lontani dalla Repubblica di Platone. Addirittura, nel panorama nazionale assistiamo a personaggi ”nullafacenti” che amministrano la res pubblica e che ci impongono le loro facce in TV le loro pillole di saggezza un giorno si e l’altro pure, riempiendo i media “servili” al potere. L’Italia è la culla del Diritto Romano, ma spesso appare essere anche la tomba ed è da condividere la Magistrato che nel leggere i capi d’imputazione accusatoria ad Amministratori settentrionali, nota ch questi non si rendano conto affatto dei reati commessi, che poi sono i soliti: nomina di tizio e sembronio in questo o quel punto decisionale per favorire loro e gli amici degli amici. Certo il Magistrato R.Cantone ha fatto bene a dare voce all’opposizione caiazzana o caiatina come a qualunque altra voce di minoranze che invocano il rigore della Legge nei circa 8mila comuni italiani. Forse più nei piccoli centri le opposizioni brillano di democrazia rispetto ai grandi centri urbani e metropolitani. La funzione di chi scrive ed informa è oggi e sempre indicare il sentiero in salita della Democrazia, che non significa prevaricazione del più forte, ma dignità di tutti i cittadini e paesani. Il territorio del Sannio con il Matese ( casertano, campobassano, isernino e beneventano), è esteso per più di 1500 kmq dove vivono oltre 150 mila residenti. Stare a ricercare tutti o gran parte dei suoi figli più illustri è un’opera inedita e non facile. Se, invece, ci si limita a selezionarne alcuni è più possibile offrirli in lettura a chi ama la memoria come antidoto dell’oblio. Alcuni uomini illustri del Sannio matesino sono stati già delineati nel mio saggio “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio” presentato pubblicamente a Piedimonte Matese in agosto del 2017 nella biblioteca civica “Aurora Sanseverino” di Piedimonte Matese. Tra tutti dedicai qualche riferimento al compianto collega di scuola, prof. Pasquale Cervo di Caiazzo, conosciuto nel 1984 ad un’esame di maturità in un liceo scientifico napoletano. Il prof. di lettere caiatino del liceo scientifico “A. Diaz” di Caserta era colto e tollerante. Scrisse, tra l’altro, un saggio significativo e non solo del territorio del pedemontano matesino ”Libertà dal Bisogno”, che gli illustrai in uno degli Annuari dell’ASMV curati dal comune amico scrittore D. B. Marrocco. P. Cervo era un cultore di Orazio e del Sannio che preferiva, come lo scrivente, a territori viciniori. Pasquale Cervo mi parlava di fatti e misfatti campani che mi apparivano un po’ al di sopra delle righe rispetto ad altri ambienti, soprattutto nel settentrione, dove comunque non sono tutti santi e anche là la partitocrazia ha ingessato lo sviluppo sano e le minoranze non sempre sanno farle come succede a Caiazzo, Alife, ed altre parti del Sannio nativo. Ma leggiamo ancora i media che scrivono del “fattaccio” caiatino: ”Il provvedimento dell’ANAC trae origine da un esposto presentato già nel mese di settembre 2018 dai consiglieri del gruppo di opposizione Caiazzo Bene Comune, Michele Ruggieri, Marilena Mone, Amedeo Insero e Mauro Carmine Della Rocca i quali, a seguito delle nomine effettuate dal sindaco Giaquinto, avevano sollevato motivate eccezioni sulla inconferibilità ed incompatibilità dei consiglieri individuati quali membri del consiglio di amministrazione delle Opere Pie.In particolare l’avv. Patrizia Merola non poteva essere nominata in quanto già consigliere comunale nei due anni precedenti, mentre l’arch. Marcello Mastroianni diveniva incompatibile allorquando, sempre su nomina del sindaco, veniva individuato quale componente della commissione antisismica. Sebbene invitato dai consiglieri di opposizione di Caiazzo Bene Comune a rivedere le nomine effettuate, il sindaco Giaquinto non ritornava sulle proprie posizioni. Ora è arrivato il provvedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha accolto totalmente le motivazioni sollevate dai consiglieri di opposizione.“Quello compiuto dal sindaco Stefano Giaquinto è un vero e proprio atto di incompetenza amministrativa, visto che, in primis lo stesso non poteva non sapere, data la lunga esperienza quale amministratore della Città, dei limiti disposti dalla legge circa i requisiti dei membri del consiglio di amministrazione delle Opere Pie Riunite; un atto ispirato alle vecchie logiche della politica, tesa ad avvantaggiare sempre la solita ristretta cerchia di amici. In secondo luogo e soprattutto, rappresenta un atto di arroganza politica atteso che il gruppo di opposizione ha più volte sollevato la questione sulla quale oggi l’Anticorruzione si è definitivamente espressa, annullando le nomine e sospendendo il sindaco. Quanto accaduto è un fatto gravissimo che non ha precedenti per la citta di Caiazzo. Mai nessun sindaco ha subìto provvedimenti sospensivi!!!!!!”dichiarano i consiglieri di Caiazzo Bene Comune. Il Sannio soffre dunque di vecchie abitudini e Pietro Farina ha ancora ragione dopo quasi un secolo che relazionava al Prefetto di Caserta le malefatte di chi occupava come “res propria” i Municipi del territorio alifano.

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