Dugenta. Riconversione dell’Ex Istituto Agrario: un impegno dell’amministrazione Di Cerbo.

“Il permanere di tale situazione potrebbe rappresentare pericolo per la salute e l’incolumità pubblica”: laconico il sindaco Di Cerbo.

L’argomento “ex Istituto Agrario” resta appuntato sull’agenda di governo e l’amministrazione vuole, a stretto giro, la svolta. A tal proposito il primo cittadino sta programmando soluzioni tali da poter incidere nell’immediato e compiere una efficace riconversione del sito, così come più volte auspicato dallo stesso governo cittadino.
Adesso potrebbe arrivare la svolta. Di Cerbo ha inviato proprio ieri una missiva al presidente della Provincia di Benevento chiedendo di convocare un tavolo tecnico per trovare un punto di convergenza e dare un senso all’immobile, ancora di proprietà dell’ente di Rocca dei Rettori, e che oggi versa in una condizione di totale abbandono. “E’ stato un atto dovuto, necessario e che chiarisce l’intera vicenda legata all’ex Istituto Agrario. Ho contattato il presidente Antonio Di Maria per trovare una soluzione e dare un senso a quella struttura”, ci spiega Di Cerbo ricordando di rinnovare ancora una volta la richiesta dopo averlo fatto in passato anche all’ex titolare di Rocca dei Rettori, Claudio Ricci. “Chiediamo a Di Maria una risposta in merito alla nostra proposta di concessione o cessione dell’immobile ex istituto agrario. Il nostro progetto ha trovato anche risposta con l’approvazione dell’ultimo piano delle alienazioni della Provincia. Adesso occorre solo passare dalle parole ai fatti. Il nostro intento è quello di valorizzare la struttura, rendendola in uso alla collettività”. Di Cerbo, ricordando che i fabbricati e i terreni annessi sono in uno stato di degrado strutturale nonostante il recente intervento da parte della Provincia con la pulizia dell’intera area circostante, “…tale condizione non è più tollerabile, rappresenta un danno sia al Comune che all’intera provincia”. Di Cerbo è categorico: “Il permanere di tale situazione potrebbe rappresentare pericolo per la salute e l’incolumità pubblica”.

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