ROCCAROMANA / PIEDIMONTE MATESE / ALIFE. “Le kafkiane peripezie di un “vaccinando” di 73 anni”: lettera al giornale.

“Che dire? In provincia di Caserta, sui vaccini, la sanità mette in scena, me spettatore, la commedia in tre atti di Luigi Pirandello “Ma non è una cosa seria”.

di Alfredo Pappalardo

Ho 73 anni, faccio il vaccino da quando avevo la “ormai dimenticata” età di 30 anni, ma quest’anno, in provincia di Caserta, per poterlo trovare, pare proprio che dovrò rivolgermi a “chi l’ha visto”!

Eppure, rileggendo la Circolare del Ministero della Salute del 5 giugno 2020 “Prevenzione e controllo dell’influenza 2020-2021 e, ancor più, la raccomandazione dell’Aifa, di anticipare la conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale a partire dall’inizio di ottobre, vista l’attuale situazione epidemiologica SARS-CoV-2, pensavo che veramente avremmo avuto disponibile il vaccino già nei primi giorni di ottobre. Mai pensiero fu sì fallace!
Io ho settantatré anni, appartengo a categoria a rischio e, per le mie patologie, vengo individuato come soggetto con priorità e con “obbligo consigliato”.

Invece, quest’anno, mi pare di vivere in una paradossale, grottesca ed angosciante situazione kafkiana, mai mi era capitato di dover rincorrere appresso a tante difficoltà per vaccinarmi.

A dir il vero, quest’anno, in concomitanza con la pandemia da Covid 19, come raccomandato dalle autorità sanitarie, già a metà ottobre, con un po’ di anticipo rispetto agli altri anni, mi sono recato in varie farmacie per acquistare una dose di vaccino antinfluenzale, volendo evitare pericolose attese presso i centri vaccinali. Ma la risposta è stata: “non abbiamo il vaccino e probabilmente quest’anno non lo avremo.” E, visto che io sono siciliano e non ho medico di base in loco, mi è stato consigliato di rivolgermi all’Asl di Alife. Cosa che io ho fatto.

Telefonicamente ho fissato un appuntamento e poi sono recato di presenza a parlare con il medico responsabile. Ma, anche qui, dopo una concitata discussione, mi viene detto che i vaccini non sono ancora arrivati e che stante la mia situazione, “un fuori regione”, vengo indirizzato al Centro vaccinale dell’Ospedale di Piedimonte Matese.

Non desisto, ho telefonato e mi sono fatto accompagnare al centro vaccinale dell’Ospedale.

Alla mia richiesta di essere vaccinato, mi viene risposto con il solito ritornello: “lei è Siciliano, quindi il vaccino lo deve fare in Sicilia, anche perché lei qui non ha il medico assegnato”. Ho Obietto che “pur siciliano” sono cittadino italiano e non mi si può negare il diritto alla salute, considerato che il mio rientro in Sicilia non è previsto prima del prossimo mese di Gennaio e non mi pare possibile spostare a quella data la somministrazione del vaccino; d’altra parte non si può pretendere che io vada in Sicilia per poterlo fare.

Ho chiesto, quindi, vista la mia situazione, di essere informato su chi deve praticarmi il vaccino o a chi devo rivolgermi per avere indicazioni più sensate.

Dopo sofismi di vario genere e tante banalità, visto che non veniva data alcuna risposta alla mia richiesta, con molta cortesia, ma con altrettanta fermezza, ho fatto presente che, dinanzi ad ulteriori dinieghi, non avrei potuto far altro che rivolgermi ai carabinieri in modo che dinanzi alle forze dell’ordine mi venisse indicato chi deve farmi il vaccino e cosa devo fare.

Ho fatto presente che era certamente fuori luogo l’ingiunzione oppostami di recarmi in Sicilia per farmi fare il vaccino.

Ho specificato, comunque, che la mia richiesta di intervento delle forze dell’ordine non aveva alcun carattere di minaccia, ma era determinata dall’esigenza di tutelare la mia salute così come previsto dalle leggi.

Ne è seguito un frenetico “passare” di telefoni e telefonate, alla fine la responsabile del Centro mi assicura che sarei stato vaccinato, ma che, purtroppo, al momento il vaccino non era arrivato, che mi avrebbero fatto sapere, ma nel frattempo mi veniva consigliato di ritornare all’Asl di Alife, e rivolgermi al responsabile dott. Orsi.

Cosa che avevo già fatto, ma pazientemente sono ritornato ad Alife.

E’ oramai da oltre un mese che faccio telefonate e viaggi, e ad ogni incontro vedo il dottore responsabile del Centro vaccinale o dell’Asl portarsi le mani alla fronte, manifestare il suo disappunto, e darmi la stessa risposta: “i vaccini non ci sono ancora stati forniti…, vedremo…, faremo…, telefoni, venga… le telefoneremo”. Solo rimandi e ancora altri rimandi.

Per evitare alibi di qualsiasi genere, ho anche provveduto alla scelta del medico di base e mi sono rivolto a lui.

Dopo avergli telefonato, mi sono recato nel suo studio, ma anche qui niente vaccino, il medico mi ha detto: “non ho il vaccino, le dosi che mi sono arrivate sono finite, la lista di prenotati è lunga e non so ne arriveranno e quando”.

Eppure la mia età e la condizione di soggetto a rischio avrebbero dovuto indurre le strutture sanitarie a garantirmi maggiore tutela.

Non mi sono rassegnato, sono ritornato nelle farmacie. Mi è stato risposto che erano arrivate solo una decina di dosi di vaccino, ma non ne era rimasta neppure una, esaurite nella la stessa giornata del suo arrivo, “non so se ne arriveranno ancora e quando”.

Per ogni evenienza ne ho prenotato comunque una dose.

Aspetto ancora una risposta dall’Asl di Alife, dal Centro vaccinale di Piedimonte Matese, dal Medico di base e dalle farmacie.

E, nel frattempo, siamo arrivati alla metà di novembre.

L’AIFA evidenzia che la protezione indotta dal vaccino comincia circa due settimane dopo la vaccinazione e che per tale motivo è necessario sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale all’inizio della stagione influenzale.

Che dire? In provincia di Caserta, sui vaccini, la sanità mette in scena, me spettatore, la commedia in tre atti di Luigi Pirandello “Ma non è una cosa seria”.

Alfredo Pappalardo,
Dirigente in pensione … ancora in vita.

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  1. Novembre 14, 12:37 Alfredo

    Signor Luigi,
    Lei, nell’incipit del suo commento, mi chiede la motivazione per la quale io mi trovo così distante dalla mia Sicilia. La risposta più ovvia, ma sarebbe stata: “ma a lei che c.. gliene importa delle motivazioni che mi hanno portato in Campania?” Ma, se avessi dato questa risposta ampiamente meritata, sarei stato ineducato. Per cui non lo faccio e, invece, restando sul pezzo le chiedo: forse se io dessi le motivazioni che mi hanno portato in Provincia di Caserta, l’Asl di Alife o il Centro Vaccinale di Piedimonte Matese mi vaccinerebbero, o forse la motivazione della mia presenza in Campania mi avrebbe consentito di trovare il vaccino nelle farmacie? Insomma, sarebbe cambiato qualcosa rispetto ai fatti raccontati?
    Spero si sia accorto che Lei con il suo commento ha perso una buona occasione per tacere.
    Però lei certe risposte se le va a cercare, avrebbe potuto avere l’accortezza di leggere con minor superficialità la lettera pubblicata, e ritengo avrebbe capito che da pare mia non c’è stata mai alcuna indisponibilità a comprare il vaccino nelle farmacie se solo fosse stato disponibile, né tantomeno c’è stata indisponibilità a farlo a pagamento nei centri vaccinali.
    Sono sicuro che non si sarebbe cimentato in interpretazione di norme e circolari, delle quali non credo che sia un gran conoscitore, e forse avrebbe convenuto con me che, al di sopra di ogni altra considerazione, il diritto alla salute è prerogativa inviolabile del cittadino ed è un dovere dello Stato assicurarlo, in tutte le sue articolazioni di responsabilità sanitaria.
    Io mi sono appellato a questo diritto e lo avrei fatto valere in ogni sede, fino in fondo.
    Per finire, mi corre l’obbligo riferire che oggi il problema è stato risolto, ho ricevuto la mia dose di vaccino. Ringrazio l’ASL per aver provveduto e soprattutto ringrazio il giornale Matese News per la gentile significativa ospitalità.
    Alfredo Pappalardo

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  2. Novembre 13, 18:25 Luigi Di Caprio

    Per quale motivo è così lontano dalla sua residenza? Lei era già nato quando il SSN è stato smembrato in tanti SSR… e questi sono gli inevitabili risultati. Io da MMG ad Alife ho chiesto una nuova fornitura di vaccini… Che mi è stato assicurato mi verrà data. Lei pensi che a Milano Città stanno dando 30 dosi per volta… e chi non rientra nei candid abili lo fà aSUE SPESE all Ist Clinico San Donato al costo di 53 o 58 €

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