ROCCAROMANA. Si ripetono i gravissimi episodi di violenza criminale: “sarebbe stato un segnale politico significativo un Consiglio comunale straordinario”.

“Un gesto di solidarietà pubblica e per poter dire insieme un no a questa violenza ed esaltare tutti insieme il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, dissenso,  diritto a pensarla diversamente, isolare i delinquenti, far capire loro che a Roccaromana non c‘è posto per essi e i roccaromanesi sono contro ogni illegalità”.

di Alfredo Pappalardo

Sentirsi indicare come omertosi, fa male. Se a risentirsi è una persona che ha combattuto e si è spesa per la legalità, è comprensibile, ma “verba generalia non sunt appiccicatoria”.

Meno comprensibile se a risentirsi è una persona il cui motto è : “io mi faccio i caz… miei” e dinanzi agli atti di intimidazione, di minaccia, di illegalità, tace anzi, se presente o a conoscenza, si gira dall’altro lato e sorride, per poi accompagnarsi o prendere il caffè con i delinquenti. Ebbene, allora …

I fatti successi in questi ultimi anni a Roccaromana, piccolo borgo del casertano, dall’incendio doloso dell’auto alla professoressa Vittoria Longo, orchestrato con un contorno di azioni intimidatorie, minacciose e stolkizzanti; all’ultimo episodio che ha visto presa di mira la consigliera comunale dell’opposizione Maria Rosa Lombardo, ci raccontano di un paesino, con meno di quattrocento famiglie, attraversato da una escalation di attività stile camorristico che mai si sarebbe immaginata.

Rappresentata come una pacifica serena comunità solidale, come una grande famiglia, in realtà la mattina, in questo borgo, si è svegliati, con maggiore frequenza, dall’eco di atti di violenza e scellerataggine cosi eclatanti da far seriamente dubitare di questo idilliaco quadretto.

I gesti di solidarietà rimangono nel privato, niente che possa dare una svolta e rappresentarsi all’esterno come presenza solidale di un Paese che dice basta a questo spregiudicato modo di contrapposizione.

Dopo il caso della professoressa Longo, che all’inizio si è tentato di far passare come un fatto fortuito e, poi, come una bravata di teppisti venuti da altro paese, leggere che anche, nella presente circostanza, qualcuno abbia tentato, anche sarcasticamente, di restringere il vigliacco atto intimidatorio, nell’ambito del casuale e della bravata e o della ragazzata, significa che qui a Roccaromana i “repetita non iuvant” e non si voglia prendere coscienza che, purtroppo esiste un tessuto sociale deteriorato e compromesso; che in questa comunità esistono gruppi di facinorosi, di delinquenti “foraggiati” e sottosotto “strumentali”, che hanno scambiato l’agone politico e le diversità di pensiero, come campo di battaglia e di lotta senza esclusione di colpi.

E, purtroppo, il non voler prendere consapevolezza che non aver apertamente condannato e l’aver “giustificato” queste manifestazioni di vigliacca delinquenza, definendole ragazzate, ha contribuito a radicare sempre più tali comportamenti devianti e allucinanti, ed è la grande responsabilità della politica degli ultimi quindici anni.

Il con me o contro di me di un certo modo di far politica ed amministrare ha radicalizzato lo scontro ed ha innescato processi e contrapposizioni i cui esiti sono sotto gli occhi di tutti: minacce, intimidazioni, auto incendiate e social utilizzati per diffamare e stolkizzare.

E non è un caso che ad essere fatte segno di tanta vigliacca violenza siano due donne, due donne che hanno sempre operato nella e per la legalità, in settori apparentemente diversi, nella scuola e nella ricerca storica la professoressa Longo, nella politica e nella realizzazione di una società più prospera, solidale e trasparente, la consigliera Maria Rosa Lombardo.

All’epoca dell’attentato alla Professoressa Longo, l’allora sindaco Anna Filomena de Simone non ha inteso esprimere alcuna solidarietà, solo un accenno in un trafiletto sul “Mattino di Caserta”, poi diluito e cancellato da altri commenti certamente non solidali. A differenza dell’attuale sindaco, allora assessore, che a titolo personale e privato espresse la propria vicinanza e solidarietà.

All’indomani della minaccia subita dalla consigliera Mariarosa Lombardo, l’attuale Sindaco Nicola Pelosi ha espresso la sua solidarietà in un suo breve comunicato, postato sul sito fb del Comune.

Alla luce di quanto è avvenuto e dopo le dichiarazioni della consigliera Lombardo, che non lasciano dubbi sul significato dell’atto intimidatorio, sarebbe stato un segnale politico significativo l’organizzazione di un momento di incontro di tutte le persone oneste e perbene, convocare un Consiglio Comunale straordinario, per un gesto di solidarietà pubblica e per poter dire insieme un no a questa violenza ed esaltare tutti insieme il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, il proprio dissenso, il diritto a pensarla diversamente, isolare i delinquenti, comunque travestiti, e far capire loro che a Roccaromana non c‘è posto per essi e i roccaromanesi sono contro ogni illegalità.

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  1. Maggio 29, 14:51 Anonimo

    Sono episodi che fanno venire i brividi, sia quello accaduto a Vittoria che in ultimo a Maria Rosa. Ti aspetti che possano accadere in paesi in odore di malaffare, non certo in un paesino ,abitato da poche anime …cosa sta succedendo?se devo essere sincera ,non riesco a trovare risposte ( piuttosto le aspettiamo da chi di competenza)però sono episodi che mettono addosso tanta inquietudine.

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