San Felice a Cancello. La nuova guida Michelin incorona un altro chef casertano: dopo la conferma di Rosanna Marziale de “Le Colonne” di Caserta e Renato Martino de “Il Vairo del Volturno” di Vairano Patenora, anche Mario Affinita entra nell’élite della cucina italiana.

(intranet) mario affinita - chef stellato di san felice a cancello - chef del rostorante don geppi di sant'agnelloAncora un altro chef casertano nell’élite della cucina nazionale: dopo le conferme di Rosanna Marziale del ristorante “Le Colonne” di Caserta e Renato Martino de “Il Vairo del Volturno” a Vairano Patenora, si iscrive di diritto nella nuova Guida Michelin Mario Affinita, giovane cuoco rampante di San Felice a Cancello. Il 33enne, sposato con figli, da oggi può fregiarsi della stella per il ristorante dove lavora, il “don Geppi” dell’hotel Majestic di Sant’Agnello di Sorrento. Affinita parla di una recita alle scuole elementari in una commedia di De Filippo: da allora “mi ha trasmesso la passione per la cucina che, poi, dai 12 anni in poi ho coltivato durante le lunghe estati senza scuola. Andavo come garzone nelle pasticcerie, poi nei ristoranti della mia zona”. Conferma che la sua cucina è legata ad una formazione vecchia scuola: “resto dell’idea che sia indispensabile la formazione delle scuole di settore, unita a tanto, tanto studio”. Ed Affinita ritiene sia alla base della sua affermazione: “È merito del mix tra lo studio dei piatti e la totale fiducia che mi è stata concessa dall’albergo. Oggi la cucina è quasi un laboratorio, bisogna studiare le reazioni chimiche degli ingredienti. La base della mia cucina si può definire “tradizione in continua innovazione”, densa di contaminazioni sudamericane e orientali, con prezzi che partono da 55 euro a persone per un menù degustazione”. Quindi, nei suoi piatti possiamo incontrare il finto pomodoro, ma anche il ragù napoletano, il maialino nero casertano ed il provolone del Monaco, tutti piatti che quotidianamente cucina nel ristorante dove lavora. Confessa che “i clienti che vengono da me si aspettano poi di avere la soddisfazione di conoscere lo chef. E io resterò sempre al mio posto, seguendo l’esempio del bistellato siciliano Pino Cuttaia”.

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