San Salvatore Telesino. Bimba di 9 anni annega in piscina: dalla perizia niente Dna da tracce biologiche su alcuni abiti.

“Le conclusioni delle nuove perizie disposte dalla procura non aggiungono niente di nuovo a questo caso di morte accidentale in una bambina abusata”.

I periti Cristoforo Pomara, Ciro Di Nunzio, unitamente al chimico Aldo Di Nunzio e Francesco Sessa hanno effettuato i dovuti accertamenti disposti dal giudice nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della piccola Maria, una bimba rumena di soli 9 anni trovata morta annegata nella psicina di un resort a San Salvatore Telesino nel giugno del 2016. Ben 9 mesi di lavoro per gli specialisti, analisi condotte con nuove metodologie, anche riesumando la salma della ragazzina per una ulteriore autopsia, dopo quella curata all’epoca dal prof Claudio Buccelli e dal medico legale Monica Fonzo. Un lavoro però che non sarebbe sfociato nell’estrapolazione di Dna, utilizzabili dalle tracce di saliva, sangue e liquido seminale rinvenute su alcuni indumenti: il jeans indossato dalla bimba la sera in cui è stata ritrovata cadavere, un pigiama e una canottiera della stessa trovati nella sua casa, il pantalone di Daniel Ciocan, giovane suo connazionale indagato per omicidio e violenza sessuale. Ipotesi, questa, estesa anche ai genitori di Maria dopo l’archiviazione della posizione di Cristina Ciocan, sorella di Daniel alla quale, in un primo momento, le era stato addebitato il concorso in omicidio. Ma l’attenzione era anche su un altro indumento: una maglietta sequestrata nell’appartamento in cui abitava la piccola rumena, sulla quale sarebbero stati individuati i profili genetici dei genitori, del papà come della mamma: cosa questa che purtroppo non consente di individuare con certezza se esista eventualmente anche quello della minore. “Le conclusioni delle nuove perizie disposte dalla procura non aggiungono niente di nuovo a questo caso di morte accidentale in una bambina abusata – secondo la criminologa Ursula Franco, consulente della difesa di Daniel Ciocan – la soluzione di questo caso è agli atti dal luglio 2016. Mi aspetto che la procura di Benevento segua le indicazioni fornite dai giudici del Riesame di Napoli e da quelli della Cassazione”.

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