PIEDIMONTE MATESE / ROCCAROMANA. “Da meridionale rivendico il diritto di ricercare e pretendere la verità storica sul “risorgimento”.

“In molti settori dell’economia il meridione era ai primi posti non solo rispetto agli Stati della Penisola, ma dell’intera Europa?”

di Vittoria Longo

“Esimio professore, il “mucchio” di nomi che Lei cita nel corpo del Suo articolo unitamente al Suo “accurriculato” profilo, mi mette in evidente stato di soggezione.
Mi è parso, per un attimo, di essere stata investita da uno tsunami di sapere e, solo a distanza di 24 ore, mi sono svegliata ancora confusa.
M’inchino con reverenza e La ringrazio per avermi illuminato e fatto partecipe immeritatamente del Suo immenso sapere storico naturalista.
Mi consenta, però.
Da meridionale troppo spesso soggetta ad attacchi a s”palle girate”, ho preso l’abitudine di dire con assoluta chiarezza “pane al pane e vino al vino”, ma senza voler mai arrecare offesa alcuna alla persona “che abbia ed esponga un suo punto di vista diverso”, per cui, se senza volerlo, le mie note possono averLe dato anche minimamente l’impressione di poter apparire offensive, sia sereno che questo è avvenuto senza mio “dolo”, e per esse non ho alcuna remora a chiederLe venia.
Un elemento positivo va immediatamente rilevato, Lei ha cercato (apprezzo il tentativo in parte abortito) di dare una “sistematina” alla Sua sintassi, purtroppo altrettanto non posso dire per la coerenza logica e la consequenzialità del Suo argomentare.
Lei, mi dispiace doverne prendere atto, non riesce ad andare oltre uno slogan stantio e reiterato e spreca pagine intere per riproporre una verità storica di cui oramai solo Lei è certo, quando basterebbe girarsi attorno e per leggere qualcosa di diverso dai Suoi papiri apocrifi rinvenuti nelle piramidi insieme alla mummia di Tutankhamon, e poter capire che quella certezza storica di cui Lei parla, non ha molto a che vedere con fatti e documenti (quelli veri) che della storia dovrebbero essere a supporto.
Lei ritorna con la dicotomia riferita ai meridionali: i piagnoni e i non piagnoni. E lamenta il fatto che non Le è chiaro il mio punto di vista sui meridionali piagnoni e non piagnoni e come se stesse a compilare uno di quei bestiari medioevali, mi etichetta come palese appartenente al binario politico del verbo marxista, o per esattezza (si corregge scusandosi) gramsciano.
Che Lei non abbia capito, mi appare evidente dalla lettura del suo articolo, ma certamente questo non è imputabile ad un mio difetto di chiarezza, e se repetita adiuvare possunt, ripeto: io sono orgogliosamente meridionale, leggo umilmente documenti d’archivio e ad essi faccio “domande” e da essi mi faccio narrare la storia nascosta e non mi lascio facilmente fuorviare in banali luoghi comuni.
Lei ha voluto sottolineare, da esperto naturalista (che c’entra?) che esiste un meridionalismo piagnone e che lei non è un piagnone? Ne ho già preso atto come attesta lo scritto precedente a questo (a cui rimando) e scripta manent. ma Lei non soddisfatto, cita un altro dei suoi numerosissimi articoli, e ci riporta alla fine del 2012 con un’altra dicotomia, questa volta riferita ad un’importantissima “vexata quaestio”, quella settentrionale, combattuta tra piagnoni e no.
Non ci dice in quale curva siede, la scuso per l’omissione, ma non è importante!
Sarebbe stato più importante se avesse confermato di essere oltre che naturalista anche lombrosiano e perché no razzista. Ma oramai siamo oltre. Vero?
Però mi corregga se sbaglio, e sia sincero a Lei del suo articolo del 2012, importava poco, tant’è che ha curato poco la forma e ha “ammucchiato” un po’ di roba, senza di fatto dire niente.
A Lei importava – ce lo dica, meritiamo almeno questa verità – informarci che sta “ultimando, grazie alla quarantena, uno studio d’Ecologia umana globale, tant’è che dopo averci dato questo “magnum nuntium Urbi et Orbi” ci sbatte in faccia il Suo articolo del 23.11.2012, mirabili dictu, nel quale partorisce la “consorella” (così la definisce) questione settentrionale.
Lascio perdere …
Ma, mi permetta ora di porLe qualche domanda seria:
Conviene o no che il meridione prima del 1860, lungi dall’essere un’isola felice, certamente aveva ben poco da invidiare agli altri Stati della Penisola e tanto meno al Piemonte?
Conviene o no che in molti settori dell’economia il meridione era ai primi posti non solo rispetto agli Stati della Penisola, ma dell’intera Europa?
E, infine,conviene o no che l’invasione piemontese, proditoriamente perpetrata, rappresentò per l’economia del Sud un disastro senza pari e fu portata avanti con il ferro e col fuoco per oltre un decennio, con un piano di rapina e “predazione” senza pari?
Ecco su queste cose avrei voluto leggere qualcosa nei suoi scritti.
Che poi l’egemonia del Piemonte e lo Stato unitario risorgimentale siano riusciti a formare un ceto servente che aveva nel meridione il suo fertile cucuzzaro, questo non aggiunge nulla alla verità storica, che colloca la questione meridionale in concomitanza quasi con il tipo di unità realizzata come problema dell’Italia Unita.
Fucili e cannoni, deportazioni e sradicamenti di intere famiglie, massacri e stragi, terrore e sterminio di massa, (sì deliberati stermini di massa) servirono a piegare un popolo, ma servirono soprattutto a far si che un Piemonte (Italia) predatorio si appropriasse delle immense ricchezze di un territorio.
E di questo, da meridionalista orgogliosa e certamente non piagnona, affermo il diritto a ricercare e a pretendere di avere verità storica.
Del suo mucchio di citazioni, di titoli e nomi, che in buona parte conosciamo bene, in questo nostro “dibattito” ne faccio a meno, d’altra parte così come da lei riportati e ammucchiati servono ben poco al tema. Così come è fuorviante parlare qui di un questione settentrionale, non ha alcun senso.
Non credo che avrò tempo per alimentare ancora questo suo illuminato “pour parler”, a meno che Lei non abbia veramente qualcosa da dire e da confrontare in un dibattito serio sul tema del Meridione e della sua storia taciuta”.
Serenamente, Vittoria Longo

IL PUNTO DEL PROF. GIUSEPPE PACE

PIEDIMONTE MATESE. Non esiste solo la Questione Meridionale, ma anche la consorella Questione Settentrionale.


http://www.matesenews.it/piedimonte-matese-non-esiste-solo-la-questione-meridionale-ma-anche-la-consorella-questione-settentrionale/

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