VAIRANO PATENORA. Estorsione e truffa, arrestato 39enne del posto: prometteva assunzioni in società di vigilanza come guardie giurate.

L’uomo millantava rapporti con persone influenti tra cui un presunto giudice e giustificando le continue richieste di denaro per sovvenzionare suddette società per spese amministrative e frequentazione di corsi di specializzazione.

Estorsione e truffa: esecuzione di ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Santa Maria C.V., su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Caputo Diego, nato a Caserta il 17 febbraio del 1979. Il provvedimento restrittivo costituisce l’epilogo di un’indagine iniziata nel mese di ottobre 2017, condotta mediante l’acquisizione di riscontri documentali, accertamenti bancari e telematici, nonchè dichiarazioni testimoniali, che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, il quale ha posto in essere diverse condotte truffaldine ed estorsive a partire dall’anno 2014 e fino al mese di febbraio del c.a., da cui ha indebitamente tratto un ingiusto profitto quantificato in circa 170.000 euro. Con la falsa promessa di procurare un’occupazione lavorativa in qualità di guardia giurata alle dipendenze dapprima dell’Istituto di Vigilanza “Lavoro e Giustizia” e poi della società “Rangers”, millantando rapporti con persone influenti tra cui un presunto giudice e giustificando le continue richieste di denaro attraverso la necessità di sovvenzionare le suddette società per impellenti spese amministrative e per la frequentazione di più corsi di specializzazione di cui forniva falsi attestati di conseguimento, si procurava inizialmente un ingiusto profitto pari a circa 45.000 euro con pari danno per l’intera famiglia della persona offesa, somma che gli veniva consegnata in diverse trances ed in denaro contante. Successivamente, mediante ripetute minacce consistite nel prospettare a carico della persona offesa l’esistenza di presunti procedimenti penali pendenti a suo carico presso il Tribunale di Napoli, nonchè la comminazione di sanzioni amministrative da parte del Ministero, della Guardia di Finanza, dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, per asserire irregolarità riscontrate nelle procedure relative alle sue ipotetiche assunzioni preso i citati istituti di vigilanza, a fronte delle quali era necessario effettuare copiosi versamenti in denaro per evitare pregiudizi penali, amministrativi ed economici, costringeva la persona offesa a consegnargli la ulteriore complessiva somma di danaro pari a circa 130.000 euro.

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