Venafro. Il dentino in mostra in città: PreistorIs chiede l’intervento del Comune di Isernia.

venafro-izzo-dentinoFa discutere la scelta di portare in mostra a Venafro il dentino del bimbo vissuto 600mila anni fa.

Manifestazione di protesta del Cartello Cultura per denunciare le criticità sorte in seguito all’iniziativa del sito paleolitico “La Pineta”: “La città non ci sta e chiede un intervento deciso e decisivo da parte del sindaco e del Consiglio comunale nei confronti della politica provinciale e regionale e, soprattutto, nei confronti dell’apparato regionale e ministeriale dei Beni Culturali. Si è anche ricordata la nefasta cancellazione dell’università cittadina che – rincarano dall’Associazione – oltre al notevole danno di immagine e di economia, non ha permesso negli anni di far approdare nel capoluogo pentro quella tanto attesa e fisiologicamente agognata, facoltà di paleontologia, da tutti nel tempo dichiarata come naturale operazione in funzione di un ritrovamento prestigioso e di un imponente museo”. I cittadini che hanno partecipato all’iniziativa non ci stanno e si sono detti pronti ad avviare un nuovo percorso per dare vita a quella rinascita cittadina tanto sperata. “Rinascita che deve, per forza, passare attraverso la rivendicazione (e non a chiacchiere) della costruzione del museo mancante, quella dei laboratori di ricerca e restauro e dell’approdo di un corso di laurea il Paleontologia, aspetti che dovrà con forza fare propri il primo cittadino, la sua maggioranza e l’intero consiglio”. Un prezioso reperto che “Fermo restando il rispetto dei cugini venafrani ed ammirati dal loro meraviglioso apparato architettonico ed archeologico niente potrebbero aggiungere a quanto in loro possesso dall’esposizione di un gigantesco reperto, quale il dentino che, diversamente, deve trovare immediatamente collocazione nel museo del Paleolitico di Isernia a disposizione della ricerca internazionale e dei fruitori provenienti da ogni luogo. Dispiace far notare come la comunicazione e la valorizzazione, scienze già abbondantemente esplorate, trovino inconcepibili e ottuse scelte da parte dei detentori degli organi preposti, immaginando di valorizzare uno straordinario apparato archeologico a venti chilometri di distanza dal luogo preposto e deputato! Dispiace, a detta dei presenti, far notare infine, che aldilà di un elegante comunicato dell’assessore alla cultura di Isernia sull’argomento, una presa di posizione decisa ed avversa a tale sciocca scelta, non sia stata presa dall’amministrazione. Ma adesso il tempo c’è per arrestare questo ennesimo tentativo di blocco alle aspettative di valorizzazione del nostro patrimonio che, certamente, potrebbe passare anche dall’esposizione di alcuni nostri reparti in altre realtà come avvenuto già nel passato (Venezia, Torino, Roma, Parigi) ma che dovrà avvenire puntando su ambientazioni appetibili come quelle europee ed internazionali”.

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