VITULAZIO. Incarico geologico, al via il processo a carico dell’ex Sindaco Romano e degli altri compiutati.

Con i fondi comunali stanziati per l’incarico, si sarebbe soddisfatto un debito privato del Criscione nei confronti della ditta di sondaggi, sotto la guida del sindaco Romano.

Turbativa di gare e di concorso in corruzione: il prossimo 26 settembre 2018 la prima udienza del processo che vede imputato l’ex sindaco Luigi Romano (già arrestato per questo) ed i geologi Franco Criscione, Giuseppe Russo e Carmine Aurilio, dopo il processo dibattimentale dinanzi alla Prima Sezione Penale del Tribunale di S. Maria C.V. (accusa rappresentata dal Sostituto Procuratore, Carlo Fucci; la difesa rappresentata dagli avv. Raffaele Crisileo, Vincenzo Alesci, Gaetano Crisileo, Maurizio Abbate e Giuseppe Stellato; la parte civile rappresentata dal legale Massimo Grillo per conto del Comune di Vitulazio). Costituzione delle parti in giudizio, accusa, difesa e parte civile, quindi disposto il rinvio del dibattimento a carico degli imputati. Tutto parte dall’assegnazione dell’incarico professionale per la stesura della relazione geologica propedeutica al PUC: lo scorso mese di dicembre 2017 vennero rinviati a giudizio dal Gup Nicoletta Campanaro, insieme all’ex Assessore Comunale di Vitulazio, Giovanna Falco, che chiese lo stralcio della sua posizione, quindi verrà giudicata col rito abbreviato. Secondo l’accusa della Procura, guidata da Maria Antonietta Troncone, l’allora Sindaco Romano, al fine di consentire l’aggiramento delle norme del Piano Triennale Anticorruzione che l’amministrazione comunale vitulatina si era data, indirizzava l’assegnazione dell’incarico professionale di 19.500 euro per la redazione della relazione geologica prodromica al PUC ad un professionista, disponibile a sua volta a far in modo che il compenso fosse in parte, 12mila euro, acquisito dal Criscione, marito dell’allora assessore comunale Falco. Sempre secondo l’accusa, il Criscione palesava la sua assoluta dimestichezza ad interagire indebitamente all’interno dell’amministrazione, condizionandone le scelte a proprio esclusivo beneficio. Col tramite del Sindaco e l’avallo di un altro geologo, ci si adoperava per indirizzare la gara di appalto, preselezionando i concorrenti, dettando offerte che dovevano presentare, per poi assegnare l’incarico provando a condizionare la redazione della relazione per carpire il maggior utile possibile a discapito del numero dei sondaggi da effettuare. Con i fondi comunali stanziati per l’incarico, si sarebbe soddisfatto un debito privato del Criscione nei confronti della ditta di sondaggi, sotto la guida del sindaco Romano.

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