Venafro. Arriva il nuovo Vescovo: si tratta di S.E. Mons. Camillo Cibotti, accolto da autorità religiose, civili e militari.

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S.E. il Vescovo Cibotti ha ribadito che “ciascuno per la propria parte farà valere i valori della solidarietà, della tolleranza e della giustizia”. Il suo vicario sarà don Claudio Palumbo.

Arriva in città, nella Basilica di San Nicandro, il nuovo Vescovo Camillo Cibotti. Accolto da padre guardiano Antonello Gravante e dai due monaci del Convento, ha trovato una folla in festa: si è fermato prima in preghiera, poi ha voluto visitare la Crpta dei santi Patroni. Quidi l’accoglienza dell’amministrazione comunale con il sindaco Antonio Sorbo, dal vicesindaco Alfredo Ricci e dall’assessore Dario Ottaviano, all’ingresso della chiesa del Carmine, unitamente al primo cittadino di Sesto Campano, Renata Cicerone ed il vicesindaco di Pozzilli Michele Rongione. A seguire una breve processione verso la Concattedrale di Venafro, con gli scuot, l’Unitalsi, le associazioni cattoliche.  “Eccellenza l’accoglie oggi una delle città più antiche e nobili del nostro Molise, che vanta una storia di almeno 26 secoli  – le parole del primo cittadino Sorbo – essendo stata fondata dai Sanniti nel V secolo avanti Cristo, anche se la leggenda fa risalire tale fondazione al mitico Diomede 33 secoli fa. Città dalle tante chiese, antiche e bellissime, testimonianza di una profonda fede cristiana che trova la sua fondamentale matrice nei nostri Santi martiri Nicandro, Marciano e Daria, patroni della nostra città e dell’intera Diocesi” . Il sindaco ha ricordato il primo vescovo Costantino “che operò in un’epoca in cui il potere vescovile, nella generale accettazione, assolveva ad una funzione di soccorso delle classi più deboli della popolazione”. Il sindaco ha augurato al Vescovo di scoprire la bellezza più antica, il fascino nascosto, “perché s’innamori della nostra Venafro”. Il Vescovo ha risposto con altrettanto calore, dicendo che si farà aiutare dal suo vicario ( don Claudio Palumbo) nella scoperta della storia e bellezza di Venafro. Ha accennato alla “tempra dell’uomo che lo accoglieva, scoperta dalle sue parole”, come di “ciascuno per la propria parte farà valere i valori della solidarietà, della tolleranza e della giustizia”.

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