17enne ucciso a Fuorigrotta, parla il carabiniere originario del Sannio che ha esploso il colpo: “Non sono un Rambo, è stato un incidente”. Di parere opposto uno dei ragazzi fermati: “Ha mirato prima di sparare”.

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Così uno dei ragazzi fermati: “L’auto dei militari ha impattato da dietro il nostro scooter e ci ha fatto cadere.  Il ragazzo che guidava il motorino è scappato subito, io stavo per rialzarmi mentre Davide era già in piedi. Ho visto un carabiniere che puntava la pistola contro di lui. Ho sentito il colpo e non ho visto la precisa direzione perché mi sono girato”.

“Non sono un Rambo, è stato un incidente”. In attesa dell’autopsia, in programma domani, parla il carabiniere originario del Sannio responsabile dell’omicidio del 17enne Davide Bifolco. “Sono addolorato. Con pudore voglio chiedere alla famiglia di Davide perdono – spiega il militare. Consapevole che niente e nessuna parola potrà attutire il dolore, che segnerà per sempre anche la mia vita” “Avevo il colpo in canna perché inseguivamo un latitante. Non ho mirato contro Davide, ma sono inciampato”. “Solo un terribile incidente – afferma con forza il carabiniere – questa tragedia è stata la conseguenza impensabile, umanamente inaccettabile, di un incidente”. L’uomo analizza e spiega come possa essere partito il colpo: “Sono inciampato mentre cercavo di bloccare l’altro ragazzo, che si divincolava”. Parallelamente al perdono di chi ha sparato, la famiglia di Davide prosegue la sua raccolta di testimonianze. A colpire sono le dichiarazioni di uno dei ragazzi presenti durante il fatto. “L’auto dei militari ha impattato da dietro il nostro scooter e ci ha fatto cadere – ha dichiara al Pubblico Ministero. Il ragazzo che guidava il motorino è scappato subito, io stavo per rialzarmi mentre Davide era già in piedi. Ho visto un carabiniere che puntava la pistola contro di lui. Ho sentito il colpo e non ho visto la precisa direzione perché mi sono girato”. Poi conclude: “Davide ha iniziato a tremare finché non si muoveva più”.

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