Donne, false accuse e stalking. Assolto da tutte le accuse: sistema pericolosamente servile nei confronti di chi ne sfrutta strumentalmente i meccanismi inventando accuse che…

La procedura è sempre la stessa: lei dice e lui subisce. Lei non ha bisogno di dimostrare nulla, basta che dica qualcosa, qualsiasi cosa, e lui viene penalizzato. Dinanzi al GIP la donna da una versione dei fatti totalmente diversa rispetto a quella denunciata.

Una coppia si separa, l’iter parte come consensuale ma arriva l’immancabile sconfinamento nel penale.

Lei “si sente” vittima della gelosia del marito, denuncia di essere oggetto di pedinamenti, controlli e appostamenti, ingiurie ed espressioni offensive, molestie, minacce, aggressioni, rapina e violenza privata (e meno male che volava una consensuale) quindi nella denuncia compare la formula standard: “condotte protrattesi nel tempo che avevano cagionato un perdurante e grave stato d’ansia tale da ingenerare nella donna il fondato timore per la propria incolumità personale, costringendola a mutare il proprio stile di vita”.

Che il timore fosse fondato se lo dice da sola, ma il GIP abbocca e il presunto stalker è destinatario delle misure cautelari: divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e divieto di comunicare con qualsiasi mezzo.

Dice l’articolo: “Su richiesta del Pubblico Ministero, qualche mese dopo la donna veniva sentita dinanzi al GIP nelle forme dell’incidente probatorio e in quella sede, su pressanti domande della difesa dell’uomo, dava una versione dei fatti totalmente diversa rispetto a quella denunciata. Proprio sulla scorta dell’esito dell’incidente probatorio veniva formulata una richiesta di archiviazione del procedimento, poi accolta dal GIP, in quanto emersa l’assoluta falsità delle dichiarazioni rese dalla donna ai danni dell’ex-marito”.

Capito? ASSOLUTA FALSITÀ, senza giri di parole.

Lei – “Lui è un delinquente, proteggetemi”

Il GIP – “Ai suoi ordini signora, ecco servite le misure cautelari” poi…

il PM “signora, ma lei ha inventato tutto dichiarando assolute falsità”

il GIP “che faccio, archivio? Ma si, io archivio”

il PM – “oh, non dimenticare la revoca delle misure cautelari”

il GIP – “ah già … scusi tanto buon uomo, ci siamo sbagliati”

La procedura è sempre la stessa: lei dice e lui subisce. Lei non ha bisogno di dimostrare nulla, basta che dica qualcosa, qualsiasi cosa, e lui viene penalizzato. Fioccano le misure cautelari limitative della libertà personale del presunto stalker. Poi col tempo, piano piano, senza fretta, si va a verificare se effettivamente ci fossero reali motivi per trattare l’innocente alla stregua di un pericoloso criminale che deve essere messo in condizione di non nuocere alla povera vittima, o se la povera vittima avesse inventato tutto, utilizzando il sistema giudiziario per soddisfare il proprio rancore.

Resta un fatto: questo sistema si dimostra pericolosamente servile nei confronti di chi ne sfrutta strumentalmente i meccanismi inventando accuse che, alla verifica giudiziaria, si dimostrano infondate.

Stalking aggravato, assolto da tutte le accuse – rossanocalabro.it

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