Caserta / Provincia. Da reparto frutta & verdura a reparto oro.

Siamo alla frutta. E’ proprio il caso di dirlo perché il mercato non sembra avvertire la crisi che alleggerisce di giorno in giorno il portafoglio dei consumatori.

di Mimmo Iodice

Siamo alla frutta. E’ proprio il caso di dirlo perché il mercato non sembra avvertire la crisi che alleggerisce di giorno in giorno il portafoglio dei consumatori. O almeno sembra non curarsene troppo, fino a quando verrebbe da chiedersi. Un esempio? I cartelli dei prezzi di frutta e verdura, i numeri parlano chiaro. Anzi mandano messaggi inquietanti. In media, per la frutta si registra un aumento del 7,8% a giugno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e nello stesso periodo si registra una vera e propria impennata per la verdura, i cui prezzi sono aumentati del 17,4%, come indicano le elaborazioni della Coldiretti su dati Istat.

In generale, rileva l’organizzazione agricola, “i prezzi di frutta e verdura in media triplicano dal produttore al consumatore e i centesimi di aumento che si sono verificati nei campi per il maltempo sono diventati euro al consumo”. Fra gli aumenti dei prezzi, i dati più recenti disponibili sono quelli relativi al maggio 2023 contro lo stesso mese del 2022, e indicano che a salire in modo più consistente è stato quello dei pomodori, aumentato del 18,2%.

L’impennata non conosce soluzione di continuità e l’effetto immediato è che gli acquisti delle famiglie sono in caduta libera: la spesa è diminuita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nell’ultimo decennio si è perso per strada oltre un centinaio di chili di frutta e verdura, chili che non sono arrivati sulle nostre tavole. Un crollo degli acquisti direttamente proporzionale all’aumento dei prezzi. Diverse le motivazioni di fondo. Sicuramente le difficoltà economiche delle famiglie, accentuate dalla spinta inflattiva, così come i problemi della produzione, su cui hanno un forte impatto gli eventi climatici estremi, hanno avuto il loro peso.

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