PIGNATARO MAGGIORE. Operaio 33enne perse la vita nello stabilimento Rieter: nove avvisi di conclusione di indagini per funzionari e dirigenti, tutti accusati di “imprudenza, negligenza ed imperizia” .
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero concorso alla morte di Lorenzo Borrelli per “imprudenza, negligenza, imperizia e nella violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”.
Stabilimento Rieter di Pignataro Maggiore: arrivano nove avvisi di conclusione di indagini a dirigenti e funzionari dell’azienda. Nel settembre del 2011 perse la vita Lorenzo Borrelli, giovane operaio 33enne che rimase schiacciato da una pressa mentre stava lavorando. Gli indagati sono Andrea Becker, 46enne nativo della Svizzera ma residente a Torino, amministratore delegato della Rieter Automotive Fimit Spa; Piero Faccioli, 45enne sempre del torinese, direttore dello stabilimento; Alfredo Ruggero, 53enne di Latina, responsabile del servizio di prevenzione e protezione dello stabilimento; Claudio Insero, 48enne di Latina, responsabile della manutenzione dell’azienda; Maurizio Esposito, 51enne di Napoli, responsabile della produzione; Giuseppe Merola, 47enne di Portico di Caserta, capo reparto in turno al reparto schiumatura linea Tandem; Giuseppe Laudina, 41enne di Santa Maria Capua Vetere, responsabile della qualità; Raffaele Terracciano 45enne di Casoria, responsabile dei servizi tecnici di produzione. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero concorso alla morte di Lorenzo Borrelli per “imprudenza, negligenza, imperizia e nella violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”. In particolare “consentendo l’utilizzo della macchina ‘Pk’ che si sapeva mal funzionante e, non curandosi che le operazioni improprie svolte dagli operai per assicurare comunque il funzionamento della macchina fossero effettuate in sicurezza”.







