CASTELLO DEL MATESE / Verso le amministrative 2026. “La nuova cattedrale nel deserto”, atto II: la nota del gruppo “Insieme per Castello”.

“È questa l’idea di equità amministrativa? La prima missione di un’Amministrazione dovrebbe essere garantire servizi efficienti al minor costo possibile per i cittadini… Sig. Sindaco, la domanda resta politica prima ancora che tecnica: quando affermava che le opere non gravavano sul bilancio comunale, a quali documenti faceva riferimento?
“Chiarissimo Sig. Sindaco del Comune di Castello del Matese Con Deliberazione di Giunta Comunale n. 6 del 16.01.2026, avente ad oggetto: “Progetto per il completamento di impianti sportivi – Impianto polivalente ‘Italopastore’ – Fondo per lo Sviluppo e Coesione. CUP: E54J23000440001. Approvazione Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica”, si stabilisce che l’importo necessario per la realizzazione dell’opera trova copertura nel modo seguente: • € 689.727,32 a carico dei Fondi FSC 2021/2027 della Regione Campania; • € 80.000,00 a carico del bilancio comunale, imputati al capitolo “Contributo GSE per impianti fotovoltaici”- la nota del gruppo “Insieme per Castello”.
Con DRD n. 1217 del 22/07/2025 del competente Ufficio della Regione Campania, l’intervento è stato ammesso provvisoriamente a finanziamento per un importo complessivo di € 769.733,24, di cui € 689.733,24 a valere su risorse FSC 2021–2027 e € 80.000,00 a carico del Comune di Castello del Matese, in qualità di soggetto attuatore.
Fin qui i numeri. Ma la politica non è fatta solo di numeri: è fatta di scelte. L’attuale Amministrazione ha sempre rivendicato con orgoglio che le opere pubbliche realizzate non hanno mai gravato sul Bilancio Comunale. Oggi, tuttavia, dagli atti ufficiali emerge chiaramente che € 80.000,00 saranno coperti con entrate correnti proprie dell’Ente.
Tradotto in termini semplici: una spesa di investimento viene finanziata con risorse correnti, cioè con quelle entrate che dovrebbero garantire i servizi essenziali ai cittadini. Parliamo di servizi fondamentali: • polizia locale e amministrativa; • protezione civile e sicurezza pubblica; • istruzione primaria e secondaria; • servizi necroscopici e cimiteriali; • distribuzione dell’acqua potabile; • viabilità e illuminazione pubblica.
Nel frattempo, per i servizi a domanda individuale, l’Ente ha stabilito una partecipazione degli utenti pari al 70% del costo del servizio. È questa la priorità? È questa l’idea di equità amministrativa? La prima missione di un’Amministrazione dovrebbe essere garantire servizi efficienti al minor costo possibile per i cittadini, fatta salva la copertura integrale prevista per legge in specifici casi.
Qui, invece, assistiamo a una scelta che rischia di comprimere le risorse destinate ai servizi per finanziare un nuovo investimento. Noi non siamo contrari agli investimenti nello sport. Lo sport è inclusione, è aggregazione sociale, è crescita educativa, è presidio di legalità e coesione. Proprio per questo riteniamo che serva una visione complessiva: non bastano le opere, serve un piano gestionale serio, sostenibile e strutturato che consenta agli impianti di funzionare davvero, che permetta allo sport di funzionare organizzativamente, di coinvolgere associazioni, giovani e famiglie, e di garantire continuità nel tempo.
Peraltro, l’intervento sorgerà nella stessa area dove è già stato realizzato un impianto sportivo definito “all’avanguardia”, con un manto erboso che negli anni ha comportato costi di manutenzione per decine e decine di migliaia di euro. Un precedente che avrebbe dovuto suggerire maggiore prudenza e programmazione. Non solo. Le spese correnti di gestione – energia elettrica, manutenzione ordinaria, assicurazioni – saranno inevitabilmente a carico del Bilancio Comunale, al netto dell’eventuale compartecipazione dell’utenza, qualora prevista.
Eppure, dalla Deliberazione di GC n. 115 del 10.12.2025, relativa al triennio 2026/2028, non si evince con chiarezza se e come il servizio verrà effettivamente attuato. Il rischio concreto è che tutte le spese di gestione gravino sull’intera collettività, senza una chiara strategia di sostenibilità. Siamo contrari agli investimenti senza una visione complessiva, senza un piano gestionale sostenibile e senza coerenza rispetto agli impegni pubblicamente dichiarati. Per quanto riguarda la Vostra “LEGGETE I DOCUMENTI”, pubblicata anche su altre agenzie online, risponderemo nel merito a breve. Pertanto, Egregio Sig. Sindaco, la domanda resta politica prima ancora che tecnica: quando affermava che le opere non gravavano sul bilancio comunale, a quali documenti faceva riferimento? – concludono.






