ALIFE. Bilancio di previsione 2026-2028, l’intervento della consigliera Rao: “Un bilancio non è solo numeri: è una scelta politica”.

Nessuna strategia di rafforzamento degli uffici. Rischi concreti. Ritardi nella gestione dei progetti. Errori nella rendicontazione. Possibile perdita dei finanziamenti“.

Bilancio di Previsione 2026-2028, l’intervento della consigliera comunale Giuseppina Rao: “Un bilancio non è solo numeri: è una scelta politica. Senza rafforzare la macchina amministrativa, questi investimenti rischiano di restare sulla carta”.

Investimenti programmati: 60 milioni di euro. Nel Consiglio Comunale di venerdì 27 febbraio 2026, il Comune di Alife ha previsto un volume di investimenti importante per i prossimi tre anni, ma gran parte di questi fondi deve ancora essere ottenuta e gestita rispettando regole e scadenze precise.

Il problema principale: il personale interno non è sufficiente. Solo 17 dipendenti, di cui 4 non di ruolo. Molte attività affidate all’esterno. Nessuna strategia di rafforzamento degli uffici. Rischi concreti. Ritardi nella gestione dei progetti. Errori nella rendicontazione. Possibile perdita dei finanziamenti. In sintesi: Si pianificano molti investimenti, ma senza una struttura interna adeguata, la loro realizzazione rischia di essere lenta, inefficiente o insicura.

Di seguito l’intero intervento della Consigliera Rao letto in Consiglio Comunale il 27 febbraio 2026:

INTERVENTO SUL PUNTO 7 DELL’ODG DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 27 FEBBRAIO 2026 “Approvazione del bilancio di previsione finanziario 2026-2028. “Signor Sindaco, signori Consiglieri e, per esteso, cittadini alifani, questa sera siamo chiamati ad approvare il Bilancio di Previsione 2026–2028. Ho analizzato con attenzione il Bilancio di previsione, il Documento Unico di Programmazione e il corrispettivo Programma Triennale delle Opere Pubbliche e ciò che emerge è un quadro che merita una riflessione seria e responsabile.

Voglio soffermarmi soprattutto su come a fronte di un previsto volume di investimenti sostanzioso emergano tutte le criticità di una macchina amministrativa troppo debole.

Il Comune di Alife programma circa 60 milioni di investimenti nel triennio 2026-2028. Una cifra enorme, che richiederebbe una struttura tecnica adeguata, stabile, potenziata, in grado di gestire progettazioni, gare, monitoraggi e rendicontazioni.

Dall’analisi dei documenti si leggono, invece, dei dati preoccupanti. Dalla Missione 1 “Servizi istituzionali, generali e di gestione” si evince che il cuore amministrativo dell’Ente è in sofferenza. Questa è la parte del bilancio che dovrebbe garantire stabilità e continuità gestionali. Eppure, l’analisi dei Programmi mostra criticità evidenti.

Dall’analisi sinottica dei programmi 02 “Segreteria generale” e 03 “Gestione economico-finanziaria” è chiaro che crescono le spese per la Segreteria generale mentre cala la spesa per gli uffici tecnici e amministrativi; il segnale è chiaro: meno personale interno, più servizi esterni, più consulenze, più supporti amministrativi esternalizzati.

Ciò significa che questa Amministrazione non sta investendo sulle proprie competenze. Il crollo della spesa nel programma 03 significa nessuna nuova assunzione, nessuna stabilizzazione, nessun concorso, nessun potenziamento degli uffici, rischio di mancato turnover. In pratica, una macchina amministrativa che si indebolisce anno dopo anno.

Il Programma Triennale delle Opere Pubbliche conferma che non è previsto nessun investimento sul personale; tranne nel 2026 per un impiego a tempo determinato sono stanziati 47 mila euro, appena sufficienti per una unità di categoria C. La dotazione organica resta ferma a 17 unità.

È evidente, quindi, che non c’è alcuna strategia di rafforzamento del personale.

La perplessità più che legittima è su chi gestirà un volume così alto di investimenti. Diciassette dipendenti di cui quattro non di ruolo per cui non possono assumersi responsabilità complesse e non possono garantire la necessaria continuità? Come si può prevedere una tale mole di lavoro nel triennio senza potenziare la macchina amministrativa?

È evidente che questi investimenti non saranno gestiti dal Comune, ma da soggetti esterni. Questa non è programmazione, consentitemelo, è rinuncia alla capacità amministrativa.

Quali sono i rischi concreti? Con una struttura così sottodimensionata si rischia di non rispettare le milestones, di non chiudere per tempo le rendicontazioni, di non caricare i dati nei sistemi, di non controllare accuratamente gli atti, causando aumento dei costi, ritardi, fino alla perdita dei finanziamenti.

Il programma 11- Altri servizi generali ci dimostra chiaramente e in maniera allarmante che le esternalizzazioni passate hanno prodotto un residuo di quasi un milione di euro con una spesa annuale prevista di 21500 euro. In questo calderone vanno a finire gli incarichi esterni, i supporti tecnici, le consulenze che non sono stati ancora chiusi o pagati.

Ciò proverebbe che la macchina amministrativa non riesce a gestire i progetti, che si è dovuto esternalizzare tutto e oggi, con quella mole di investimenti da gestire, il rischio è che questo modello si ripeta, amplificandosi. La conclusione è che questa Amministrazione non ha né personale risorse esterne per gestire ciò che ha programmato.

Signor Sindaco, signori Consiglieri, un bilancio non è solo numeri: è una scelta politica e questo bilancio di previsione ci racconta chiaramente che il Comune di Alife non sta investendo sulla propria capacità amministrativa, non rafforza gli uffici, non assume, non stabilizza, non programma.

…E con circa sessanta milioni di investimenti, questa scelta non è solo rischiosa: è pericolosa per il futuro della città – conclude Giuseppina Rao, consigliere comunale della Città di Alife.

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