ALIFE. Addizionale comunale Irpef: fuori dal dissesto ma l’amministrazione comunale decide di non abbassare le tasse sugli alifani. Perchè?

Ecco l’intervento del consigliere Vincenzo Guadano nel corso dell’ultima Assise: “Una scelta fiscale fatta senza numeri non può essere una scelta responsabile”
Nel Consiglio comunale del 27 febbraio, il consigliere è intervenuto contestando la conferma dell’aliquota IRPEF allo 0,65% per il 2026, evidenziando l’assenza totale di dati e analisi a supporto della proposta.
Cosa manca. Nessuna simulazione del gettito con aliquote alternative. Nessun dato sulla base imponibile IRPEF dei contribuenti di Alife. Nessuna valutazione su soglie di esenzione per i redditi più bassi. Nessuna proiezione finanziaria nel DUP o nella delibera. Perché è un problema.
Nel 2025, dopo la chiusura del dissesto, era stato avviato un percorso di riduzione della pressione fiscale, previsto anche dalla delibera n. 35/2024. Nel 2026, invece, non è stato presentato nemmeno un numero per capire se fosse possibile proseguire su quella strada.
Il voto contrario. Guadagno ha definito la delibera una scelta “al buio”: senza istruttoria, senza trasparenza, senza alternative. Ha chiesto una simulazione completa del gettito IRPEF con diversi scenari, unica base seria per discutere di equità fiscale.
Di seguito l’intervento integrale del consigliere comunale:
“Signor Presidente, colleghi Consiglieri, oggi discutiamo una delibera che conferma l’aliquota dell’addizionale comunale IRPEF allo 0,65% per l’anno 2026. Una scelta che, a prima vista, potrebbe sembrare un atto di continuità amministrativa. Ma, se guardiamo con attenzione, emergono elementi politici e tecnici che non possono essere ignorati.
“La prima domanda è semplice: perché oggi non si prosegue nel percorso di riduzione della pressione fiscale avviato nel 2025, subito dopo la chiusura del dissesto? L’Amministrazione, lo ricordo, aveva scelto di ridurre l’aliquota IRPEF proprio per dare un segnale di sollievo ai cittadini e per rispettare gli impegni assunti con la delibera n. 35 del 2024, che prevedeva la progressiva riduzione di IMU, IRPEF, oneri concessori e di tutte le entrate suscettibili di riduzione – aggiunge il consigliere del gruppo “Patto per Alife”.
“Oggi, invece, ci viene proposta una semplice conferma dell’aliquota, senza alcun passo avanti, senza alcuna valutazione alternativa, senza alcuna misura di equità fiscale. E qui emerge il nodo principale: non abbiamo numeri. Il DUP, che dovrebbe essere il documento di programmazione più importante dell’ente, non contiene nessuna simulazione delle entrate IRPEF, nessuna proiezione, nessun dato numerico che giustifichi la scelta dello 0,65%. Non sappiamo qual è la base imponibile IRPEF dei contribuenti di Alife, non sappiamo quanto incassiamo oggi, non sappiamo quanto incasseremmo con un’aliquota allo 0,60% o allo 0,55%, non sappiamo quale sarebbe l’impatto di una soglia di esenzione per i redditi più bassi -argomenta Guadagno.
“Eppure questi dati esistono: li fornisce ogni anno l’Agenzia delle Entrate, li utilizza il MEF, li utilizza il Comune stesso per calcolare il gettito. Ma nel DUP non c’è nulla. E nella delibera IRPEF non c’è nulla. È una scelta politica fatta senza numeri, senza analisi, senza trasparenza. E questo è ancora più grave se consideriamo che il dissesto è chiuso, nel 2025 l’Amministrazione ha dimostrato che una riduzione dell’aliquota è possibile, la legge consente di introdurre soglie di esenzione per i redditi più bassi, come fanno molti Comuni che esentano i redditi fino a 10.000 o 12.000 euro, la situazione economica di molte famiglie resta difficile.
“Dunque la domanda diventa inevitabile: perché nel 2026 non si è fatto nemmeno un tentativo di proseguire il percorso avviato nel 2025? Perché non si è presentata una simulazione, una tabella, un numero, un’ipotesi? Perché il Consiglio deve votare un’aliquota senza sapere quali alternative esistono e quanto costerebbero? Una riduzione di pochi centesimi di punto percentuale potrebbe valere poche decine di migliaia di euro: una cifra che un bilancio comunale può assorbire, soprattutto dopo il dissesto e soprattutto dopo aver già dimostrato, nel 2025, che una riduzione è possibile.
“Ma senza i dati, senza la base imponibile, senza una simulazione, oggi non possiamo saperlo. E questo è inaccettabile. Colleghi, qui non si tratta di ideologia. Si tratta di metodo, di trasparenza, di responsabilità. Una scelta fiscale deve essere motivata, documentata, supportata da numeri. Qui non c’è nulla di tutto questo. Ci viene chiesto di approvare un’aliquota senza sapere se è la migliore possibile, senza sapere se è sostenibile una riduzione, senza sapere se esistono margini per introdurre esenzioni. È una scelta politica fatta al buio, e il Consiglio non può essere chiamato a ratificare decisioni prese senza un’analisi tecnica adeguata.
“Per queste ragioni, ritengo che questa delibera non sia all’altezza delle esigenze della nostra comunità e degli impegni assunti con la chiusura del dissesto e con la riduzione del 2025. Chiedo che l’Amministrazione presenti al Consiglio una simulazione completa del gettito IRPEF, con scenari alternativi, con l’impatto di diverse aliquote e con l’introduzione di soglie di esenzione. Solo allora potremo discutere seriamente di pressione fiscale ed equità. Fino a quel momento, questa delibera resta una scelta politica non motivata, e come tale non può ricevere il mio voto favorevole – conclude.







