ALIFE. Tutte le criticità al Bilancio 2026-2028: “aliquote comunali al massimo, amministrazione che non realizza interventi nè porta a termine quelli avviati da precedenti amministrazioni”.

Amministrazione che “promette opere sulla carta“, “dopo sette anni dal dissesto non si riducono le aliquote che restano al massimo” …nè prevede esenzioni o agevolazioni”: “la politica seria garantisce sostenibilità, equilibrio e tutela dei cittadini”.

“Il bilancio comunale è un documento che produce ricadute dirette sui cittadini, perché definisce le scelte, le priorità e l’uso delle risorse della nostra comunità. Per questo è fondamentale che ogni cittadino possa comprenderne i contenuti e valutarne la sostenibilità – l’analisi del consigliere Vincenzo Guadagno sul Bilancio 2026 – 2028.

“Il ruolo dell’opposizione impone di analizzare gli atti con attenzione e di rendere chiare ai cittadini, con trasparenza e responsabilità, le criticità che emergono dai documenti ufficiali. Il bilancio di previsione 2026 2028 presenta infatti criticità rilevanti, che ho evidenziato con chiarezza nei miei interventi in Consiglio comunale e che trovano riscontro anche nelle osservazioni del Revisore dei Conti, il quale rileva due aspetti fondamentali: la mancata corretta rappresentazione del Fondo Pluriennale Vincolato, che non consente di valutare quali impegni già assunti peseranno sugli anni futuri, e la mancanza di previsioni di cassa complete per il 2026, indispensabili per verificare la reale capacità dell’ente di sostenere i pagamenti – aggiunge il consigliere comunale del gruppo “Patto per Alife”.

“Restano critiche sia la capacità di riscossione, ancora troppo bassa per garantire entrate stabili e certe, sia la programmazione del personale dedicato alla gestione dei progetti PNRR, come evidenziato in Consiglio con competenza dalla dottoressa Giuseppina Rao.

“Il punto più rilevante, però, su cui ritengo necessario che i cittadini alifani focalizzino la loro attenzione riguarda il Piano degli Indicatori, il documento che misura la coerenza e la sostenibilità del bilancio attraverso dati ufficiali.

“Proprio questo Piano evidenzia un 2027 anomalo. Gli investimenti pro capite passano da circa 1.000 euro nel 2026 a oltre 5.000 euro nel 2027, un livello eccezionale per un Comune delle nostre dimensioni. Allo stesso tempo, quasi l’80% delle entrate dipende da trasferimenti esterni, senza alcun apporto di risorse proprie. L’intero impianto degli investimenti del 2027 si regge quindi su fondi che devono ancora arrivare da altri enti. Di fronte a numeri così fuori scala, è indispensabile conoscere lo stato dei progetti, quali finanziamenti siano stati formalmente assegnati e quali cronoprogrammi siano disponibili. Senza queste informazioni, il rischio è di approvare un bilancio non realizzabile.

C’è poi un dato che non può essere ignorato. Dopo sette anni di durata del dissesto con le aliquote al massimo, i cittadini si aspettavano una graduale riduzione di IRPEF e IMU come segnale di maggiore equità fiscale, anche attraverso l’introduzione di esenzioni o agevolazioni. Invece ci troviamo di fronte a un bilancio che rinuncia a queste misure, con una amministrazione che, dopo tre anni, non ha realizzato interventi rilevanti né portato a termine quelli già avviati dalle precedenti amministrazioni. È legittimo chiedersi se la mancata riduzione di IRPEF e IMU nel 2026 sia collegata alla forte esposizione finanziaria prevista per il 2027.

“Programmare investimenti è doveroso, ma inserire qualunque intervento pur di mostrare attività, basandosi quasi esclusivamente su risorse esterne non ancora consolidate, è un rischio. La politica seria non promette opere sulla carta: garantisce sostenibilità, equilibrio e tutela dei cittadini. Il Consiglio non è chiamato a un atto formale, ma a un atto di responsabilità. Oggi mancano le condizioni di completezza, coerenza e trasparenza necessarie per approvare il bilancio.

Per queste ragioni, a seguito di un’analisi puntuale condotta insieme alla collega Giuseppina Rao, abbiamo espresso voto contrario, poiché il bilancio di previsione 2026 2028 non soddisfa i requisiti minimi di completezza, coerenza e trasparenza richiesti per una approvazione responsabile – conclude Guadagno.

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