Caserta / Provincia. Stadio del nuoto: l’abbandono della Provincia non può restare senza risposta.

Una struttura abbandonata, famiglie nel disagio, ragazzi autistici privati di un presidio terapeutico e sociale. La Provincia di Caserta deve rispondere – la nota dei co-portavoce di Europa Verde Caserta: Mariangela Santonastaso e Beniamino Rega di Valle Agricola

“Come co-portavoce di Europa Verde Caserta, esprimiamo forte preoccupazione e sdegno per la situazione in cui versa lo Stadio del Nuoto di Caserta, struttura di proprietà della Provincia di Caserta, chiusa dall’aprile scorso e lasciata nel più totale abbandono istituzionale.

L’impianto, situato in via Capitano Laviano e inaugurato nei primi anni Novanta, ha rappresentato per decenni un punto di riferimento fondamentale per lo sport casertano e per l’intera comunità. La sua chiusura, motivata dalla mancanza del certificato antincendio e dalla necessità di lavori di adeguamento, avrebbe dovuto tradursi in un intervento rapido e risolutivo da parte dell’ente proprietario. Ciò non è avvenuto.

La Provincia di Caserta e il presidente Colombiano: una gestione inaccettabile

La Provincia di Caserta, guidata dal presidente Anacleto Colombiano, è chiamata a rispondere di una gestione del bene pubblico che giudichiamo gravemente negligente. Il cronoprogramma dei lavori presentato dall’amministrazione provinciale, che prevede tempi di riapertura compresi tra sei e otto mesi, appare già di per sé inaccettabilmente lungo per una struttura di tale rilevanza sociale. Ancor più grave è quanto denunciato dalle associazioni sportive: nel cronoprogramma diffuso dalla Provincia sarebbero stati inclusi interventi già effettuati, in particolare lavori urgenti affidati in data 31 marzo scorso a una ditta esterna – tra cui il rifacimento dell’impianto di illuminazione e interventi sulla pavimentazione – completati in quindici giorni per una spesa di circa 35.000 euro.

Ciò configura, nella migliore delle ipotesi, una comunicazione istituzionale opaca e fuorviante. Nella peggiore, un tentativo di imbonire la cittadinanza con interventi già realizzati, spacciandoli per futuri. Riteniamo che il presidente Colombiano debba fornire chiarimenti urgenti e pubblici in merito, assumendosi la piena responsabilità politica per i ritardi accumulati.

Le associazioni sportive ipotizzano, con fondato pessimismo, che la riapertura non avverrà prima della stagione agonistica invernale 2026/2027. Un anno intero sottratto alla città, alle famiglie, allo sport. Un anno di immobilismo istituzionale che ha un nome e un cognome precisi.

Il costo umano: bambini autistici, famiglie disperate, associazioni al collasso

Ma c’è una dimensione di questa vicenda che supera la questione burocratica e infrastrutturale: il drammatico impatto umano e sociale. Lo Stadio del Nuoto di Caserta non era soltanto una piscina. Era un presidio terapeutico e inclusivo per decine di ragazzi con disturbi dello spettro autistico, che lavoravano attraverso l’acqua per costruire autonomia, socialità e benessere.

Con la chiusura dell’impianto, queste famiglie sono state abbandonate a se stesse. Molte hanno dovuto cercare strutture alternative in altri comuni – San Nicola la Strada, Santa Maria Capua Vetere – spesso prive di istruttori specializzati nel lavoro con soggetti neurodivergenti. Alcuni genitori accompagnano personalmente i propri figli in acqua per garantire continuità terapeutica. Altri hanno osservato peggioramenti comportamentali nei ragazzi, causati dalla rottura di routine consolidate e dall’assenza di un ambiente inclusivo e protetto.

Questo è il prezzo dell’inerzia della Provincia di Caserta. Non è un prezzo astratto: lo pagano ogni giorno bambini, adolescenti, genitori.

L’attenzione dell’assessora Zabatta e il ruolo della politica regionale

Apprezziamo l’attenzione che l’assessora regionale allo Sport Fiorella Zabatta, di Alleanza Verdi Sinistra, ha rivolto alla questione. Il suo interessamento rappresenta un segnale importante e un riconoscimento istituzionale della gravità della situazione. Invitiamo l’assessora a continuare a monitorare la vicenda e, se necessario, a esercitare ogni pressione utile affinché la Provincia di Caserta rispetti gli impegni assunti e garantisca tempi certi e trasparenti per il completamento dei lavori e la riapertura dell’impianto.

Le nostre richieste

Come Europa Verde Caserta, chiediamo con forza:

1. Immediata trasparenza sul cronoprogramma dei lavori, con chiarimento pubblico sugli interventi già effettuati e indicazione puntuale delle opere ancora da realizzare;

2. Definizione di una data certa e vincolante per la riapertura dell’impianto, da comunicare pubblicamente ai cittadini e alle associazioni;

3. Tutela delle associazioni sportive rispetto alla scadenza delle convenzioni con la Provincia prevista per il mese di giugno, con proroghe o soluzioni che impediscano il collasso delle realtà sportive coinvolte;

4. Un tavolo di confronto tra la Provincia, le associazioni, le famiglie dei ragazzi con disabilità e i rappresentanti politici del territorio per monitorare l’avanzamento dei lavori e garantire continuità ai percorsi inclusivi.

La città di Caserta merita una classe dirigente all’altezza delle sue responsabilità. Un ente pubblico proprietario di un bene come lo Stadio del Nuoto non può permettersi né l’inerzia né l’opacità. Europa Verde Caserta continuerà a vigilare e a dare voce a chi, in questa vicenda, ha già pagato troppo – concludono.

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