CASTELLO DEL MATESE / PRATA SANNITA / AILANO. Riforma comuni montani, battaglia al fianco dei territori: pieno sostegno ai ricorsi al TAR contro le esclusioni

Interviene il Vice Segretario Nazionale Vicario: “La classificazione basata solo su pendenze e altimetrie è un algoritmo cieco che cancella 1.200 comuni montani, minando scuole, sanità e imprese. Pronti a dare battaglia al fianco di sindaci”.
Il partito Evoluzione e Libertà lancia un duro atto di accusa contro i nuovi criteri governativi di riclassificazione dei territori montani e schiera la propria struttura politica a supporto della massiccia mobilitazione dei sindaci italiani.
A dettare la linea del partito è il Vice Segretario Nazionale Vicario, Gianluca Quadrini, dirigente di lungo corso degli enti locali, che esprime il totale e incondizionato sostegno del movimento politico ai ricorsi promossi dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio e nelle altre sedi regionali competenti.
La riforma scaturita dalla Legge sulla Montagna, legata ai decreti attuativi del Ministro degli Affari Regionali Roberto Calderoli, sta provocando una vera e propria sollevazione istituzionale. I dati nazionali delineano i contorni di una vera e propria mannaia burocratica: la nuova classificazione prevede infatti un drastico taglio della platea dei beneficiari, riducendo l’elenco dei comuni montani italiani da circa 4.000 a appena 2.800 realtà territoriali.
Ciò significa che quasi 1.200 amministrazioni locali vengono “demontanizzate” d’ufficio, perdendo lo status giuridico e i conseguenti diritti acquisiti. Al momento, il fronte dei ricorsi collettivi e singoli già depositati o in via di notifica ha già superato quota 130/135 enti, con il supporto attivo di associazioni come ALI (Autonomie Locali Italiane) e ASMEL. «Siamo di fronte a un errore macroscopico e a uno schiaffo inaccettabile all’Italia dei piccoli comuni e delle aree interne – dichiara fermamente Gianluca Quadrini, Vice Segretario Nazionale Vicario di Evoluzione e Libertà.
Escludere quasi 1.200 comuni italiani applicando in modo rigido e asettico solo i parametri geometrici di pendenza e altimetria media significa ignorare la realtà storica, sociale ed economica del Paese. Si è preferito un algoritmo cieco alla reale valutazione della fragilità dei territori. Il paradosso di questa delibera è sotto gli occhi di tutti: si rischia di vedere inclusi grandi centri costieri solo perché una porzione disabitata del loro territorio tocca vette montuose o vulcaniche, mentre paesi dell’Appennino o delle valli alpine e prealpine, che vivono quotidianamente disagi strutturali e isolamento, vengono privati dei loro diritti fondamentali».
Nel suo intervento, Quadrini analizza nel dettaglio i danni devastanti che la perdita dello status di “comune montano” comporterà per le comunità locali, confermando le tesi dei legali che stanno impugnando i provvedimenti governativi: «La “demontanizzazione” forzata non è una questione di etichette, ma di sopravvivenza – incalza Quadrini. Perdere questa qualifica significa dire addio alle deroghe sui parametri scolastici, con il rischio immediato di veder chiudere plessi e istituti comprensivi nelle aree interne. Significa perdere i presidi sanitari minimi, bloccare i fondi per il contrasto allo spopolamento e alla denatalità, e assestare un colpo mortale al tessuto economico locale.
Le nostre aziende agricole, i nostri agriturismi e i giovani imprenditori che con coraggio investono nelle terre alte verranno tagliati fuori dai bandi di finanziamento dedicati e dai crediti d’imposta per il miglioramento ambientale». Evoluzione e Libertà fa sapere che la battaglia non si fermerà alle aule di giustizia amministrativa, ma diventerà un punto fermo dell’agenda politica del partito a tutti i livelli istituzionali. «I sindaci, veri eroi del territorio, non devono essere lasciati soli in questa trincea istituzionale – conclude il Vice Segretario Nazionale Vicario. Sosteniamo con convinzione le azioni legali intraprese in Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Puglia e in tutto il territorio nazionale. Chiediamo che il Governo sospenda immediatamente l’efficacia di questi elenchi e apra un tavolo di reale concertazione che inserisca, oltre ai dati geografici, l’Indice di Fragilità Comunale elaborato dall’Istat. Noi di Evoluzione e Libertà faremo le barricate per difendere l’identità e la dignità della nostra montagna».







