Camorra / Arresti. D’Alessio – Tatangelo in Procura per essere ascoltati come persone informate sui fatti. Tutti i dettagli dell’inchiesta.
Lo avrebbe accompagnato con la volante della polizia e con le sirene funzionanti, da piazza Municipio a Via Luca Giordano a Napoli, nel dicembre 2013: D’Alessio, per l’occasione, doveva presentare un suo album ed era in ritardo. Ma il cantante, almeno fino a questo momento, non risulta indagato.
Spaccio di droga per la Caserta bene, venduta sotto la copertura del clan Belforte di Marcianise: nel filone dell’inchiesta diverse sfaccettature, oltre allo spaccio, peculato, corruzione, abuso d’ufficio, abusi sessuali perpetrati dagli agenti ai danni di prostitute nell’area Caserta – Marcianise – Maddaloni, con la scusa di finte retate antiprostituzione: le ragazze venivano costrette a rapporti dagli agenti direttamente nelle pattuglie di servizio o addirittura in commissariato. Le indagini, condotte dagli uomini della Squadra Mobile di Caserta diretta dal vicequestore Alessandro Tocco, sono durate oltre un anno: esattamente dal 2013 fino al dicembre del 2014 quando, una microspia nascosta nell’auto di uno dei poliziotti indagati, venne scoperta. Gli agenti stessi erano capaci di far piazza pulita di pusher di gruppi avversari al loro. In totale sono state 16 le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip Carlo Alessandro Modestino su richiesta del sostituto procuratore antimafia Luigi Landolfi. E tra i 16 anche 3 poliziotti (ma altri agenti, oggi in servizio a Roma e S. Maria C.V., vi potrebbero rientrare): sono Nunzio Camarca, in particolare, che deve rispondere di spaccio e di aver recuperato crediti per conto dei pusher. Ad essere arrestata anche sua moglie, Isabella Laddaga; l’altro agente beccato è Alessandro Albano, che per anni ha arrestato solo gli spacciatori del gruppo avverso al suo, in una sorta di eliminazione della “concorrenza”. Lo stesso poliziotto faceva parte dell’entourage del noto cantautore partenopeo Gigi D’Alessio: lo avrebbe accompagnato con la volante della polizia e con le sirene funzionanti, da piazza Municipio a Via Luca Giordano a Napoli, nel dicembre del 2013: D’Alessio, per l’occasione, doveva presentare un suo album ed era in ritardo. Ma il cantante, almeno fino a questo momento, non risulta indagato: ascoltato dal Pm Landolfi come persona informata sui fatti, insieme alla sua compagna, Anna Tatangelo. Il terzo agente arrestato è Domenico Petrillo, accusato invece di essersi recato dal pregiudicato Donato Bucciero facendo da autista a Camarca che, a casa dell’affiliato ai Belforte, si occupava di ritirare la droga. Altro arresto di lusso è l’avvocato Giuseppe Foglia, che ha avuto continui contatti con l’agente arrestato Albano: difensore dell’imprenditore marcianisano Angelo Grillo, anch’esso affiliato ai Belforte, e tutt’ora detenuto al carcere duro del 41 bis in Sardegna, a Sassari, l’avvocato pare abbia chiesto al poliziotto di arrestargli persone da portargli, poi, al suo studio professionale; “È meglio che provvedi ad arrestare qualcuno in queste feste di Natale”: si legge in una intercettazione telefonica tra l’avvocato ed il poliziotto. “Stiamo a secco”; “Già li tengo in cantiere”, la replica del poliziotto, e “Devono essere clienti miei però, voglio dire, mi raccomando”, la precisazione del legale. “Fammi l’elenco dei tuoi clienti possibili”, “tra quelli che conosci”. Poi la rilevazione choc dello stesso Albano: “Se un giorno verso le 4 dovessi sentire un collega che vuole entrare a casa mia non gli darei la soddisfazione, mi sparerei prima”.







