AILANO. L’ex vice presidente della Provincia, Adolfo Villani, analizza il momento politico: “gli errori della segreteria PD sulle provinciali. La faida delle correnti. Sono sei mesi che aspetto la tessera”.

Il recente voto per il rinnovo del consiglio provinciale ha visto una parte consistente degli amministratori del PD votare – piuttosto che l’unica lista collegata al partito sopravvissuta alle verifiche di regolarità – i candidati di quella ispirata da due consiglieri regionali che a Napoli sostengono De Luca e a Caserta il presidente dell’Amministrazione provinciale espressione del centrodestra.Un fatto gravissimo seguito da un silenzio assordante del partito ai vari livelli. Lo stesso silenzio che ha caratterizzato l’atteggiamento della segreteria regionale – ma non della base – nella fase di formazione delle liste, generatrice dell’ennesima divisione tra i democratici che, incapaci di trovare una sintesi, avevano deciso di dare vita a due diverse liste collegate alle varie correnti di cui la federazione casertana è espressione. A questo punto è difficile dire se è politicamente più grave l’accaduto oppure l’assenza di reazioni e di conseguenze. Nelle scorse settimane il dibattito aperto sulle pagine locali de “Il Mattino” aveva prodotto la prima convocazione dell’assemblea provinciale dai tempi del congresso, aperta a iscritti e simpatizzanti. In quella sede mi aveva colpito la franchezza degli interventi degli amministratori e dei rappresentanti dei circoli ma anche la vacuità dell’impostazione e l’assenza di conclusioni politiche e di decisioni operative, se non il richiamo all’unità in vista del voto.Non mi ha meravigliato, perciò, il clamoroso mancato avvio del tesseramento in provincia di Caserta, a causa della mancata costituzione della commissione di garanzia, durante le quattro giornate di mobilitazione nazionale per il tesseramento proposte dal segretario nazionale del partito dal tre al sei ottobre. Tanto più che sono tra i tanti che hanno chiesto la tessera del PD da sei mesi e stanno ancora aspettando. E’ vero che da alcuni giorni è possibile anche l’iscrizione online ma trovo francamente deprimente che debbano ricorrervi perfino i militanti. Tutto ciò conferma l’insostenibilità dell’assetto politico del partito in provincia di Caserta che, dopo la lunga fase di commissariamento, si regge su un compromesso tra correnti personali, privo di respiro politico ed incapace di garantire neppure un minimo di sintesi unitaria sul piano organizzativo. Il necessario cambiamento del PD non si realizza con annunci permanenti privi di costrutto. Richiede azioni politiche conseguenti nei tempi giusti, senza le quali rischia di diventare l’ennesima rivoluzione mancata della nostra storia.

Stampa

comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

menu
menu