PIEDIMONTE MATESE / ALIFE / AILANO. Le bande musicali, una lunga storia: da Alessandro Vessella di Alife, con la sua riforma del 1901, alla banda verde di Piedimonte, a Prata Sannita, San Gregorio…

Sul finire degli anni ’50 il M° Giuseppe Cenerazzo ne forma un’altra acquistando con mezzi propri strumenti e divise. L’unico contributo gli venne nel 1962 dall’allora Sindaco Vincenzo Cappello (nella foto, la banda di Piedimonte d’Alife).

La Banda è sempre stata considerata come parte integrante di una comunità: nelle processioni, nelle ricorrenze patriottiche e civili, nelle feste comunitarie e comunque nei momenti di gioia, ma anche momenti dolorosi, la presenza della banda ha assunto un ruolo insostituibile. Impossibile rinunciarvi! Banda e festa paesana hanno da sempre rappresentato una cosa sola, ecco perché ha assunto quel tono, diciamo così, folkloristico. Assolutamente non vuole essere dell’irriverenza! Grazie alla banda è stato possibile conoscere su ogni piazza italiana Verdi e Puccini. E come resistere al ritmo di tante belle marcette. C’erano già all’epoca dei Romani, ma solo a partire dal Medioevo se ne trovano di simili alle nostre. Poi c’è stata una evoluzione, sia per numero di elementi che di strumenti. Assolutamente da ricordare il contributo dato da Alessandro Vessella, di Alife, con la sua riforma del 1901 che prevedeva un’unica partitura divisa per gruppi.

Maestro Daniele Brandi (1848 – 1926)
Le nostre sono quelle di Piedimonte, San Potito, Ailano, Gioia Sannitica, Sant’Angelo d’Alife, San Gregorio Matese, quest’ultima, in vita per un trentennio o poco più, oggetto di una poesia di Luigi Ciccarelli che ad ognuno dei musicanti riserva un verso, come per esempio: “Don Antonio col filicorno …fa esercizi tutto il giorno; quano sona ‘a sinfonia La rivista è terminata perde ‘e note pé la via… della banda sullodata; chi disprezza un tal complesso Il grazioso Don Mimino ha da essere un gran fesso. suonatore di clarino, lo mettiamo in alto loco suona molto e parla poco…” Quella di San Potito Sannitico risale agli inizi del XVIII secolo ed ha avuto addirittura cinquanta musicanti e forte fu la rivalità con quella della vicina Piedimonte se il Sottoprefetto, in data 6 luglio 1893, si vide costretto a trasmettere a tutti i Sindaci del Circondario l’invito a “… limitare il permesso all’intervento di una sola banda, al solo fine di prevenire i disordini che spesso derivano dalle gare che più bande riunite sogliono impegnare più per gelosia che per emulazione d’arte…”.

La banda musicale di Piedimonte d’Alife
E quattro anni più tardi ci fu grande baruffa tra i musicanti di Piedimonte, di ritorno dalla festa della Madonna del Bagno, e un gruppo di persone di San Potito quando alcuni ragazzi lanciarono pietre al loro passaggio. I piedimontesi reagirono colpendo a dritta e a manca con i bastoni di cui si servivano più come fedeli di Bacco che come sostegno alla loro stanchezza, e ci fu anche chi sparò un colpo di pistola, fortunatamente andato a vuoto. La costituzione della Banda Musicale di Piedimonte (chiamata Banda Verde) risale al 1913, Maestro – con contratto quadriennale – Saulle Marzano da Nardò e diplomato al R. Conservatorio di San Pietro a Maiella. Allo stesso maestro venne conferito l’incarico di insegnante di Musica presso la locale Scuola Tecnica Agraria.

La banda Opera Piccoli Apostoli
Sono ancora molti a ricordare il M° Cecere e la Banda del Piccoli Apostoli, ragazzi provenienti da più paesi per frequentare la locale Scuola di Arti e Mestieri che ha preceduto l’Opera Sociale “Ragazzi di Don Bosco”. Sul finire degli anni ’50 il M° Giuseppe Cenerazzo ne forma un’altra acquistando con mezzi propri strumenti e divise. L’unico contributo gli venne nel 1962 dall’allora Sindaco Vincenzo Cappello per le “nuove” divise, ovviamente reperite sul mercato dell’usato perchè le nuove costavano troppo. Per un certo periodo ha avuto anche un gruppo di simpatiche majorettes. Ha vinto prestigiosi premi (Cenerazzo conserva gelosamente diplomi e targhe), ha tenuto concerti (anche presso l’AS.M.V. ai tempi della presidenza Marrocco) e gira tutte le piazze soprattutto del Sud. Il nostro Maestro ha formato numerosi allievi che ancora oggi militano nei maggiori complessi bandistici, militari compresi. L’attività coinvolge, ora, figli e nipoti, ma la sua presenza è costante e… rassicurante. Il figlio Giorgio lo sostituisce nell’organizzazione generale. Giuseppe Cenerazzo è stato allievo del M° Emanuele Grillo che curava la banda di Alife, lui stesso alifano, e per i musicanti della quale scriveva a mano gli spartiti. Cenerazzo ricorda il giorno della sua scomparsa, avvenuta appena arrivato a Corcomello (Aq), dove il complesso si era recato per lavoro. E per un certo periodo toccò all’allievo prenderne l’eredità. L’anziano Maestro si rammarica della scarsa attenzione dei ragazzi (“tutti preferiscono il Conservatorio puntando poi all’insegnamento, ma l’esperienza della banda è insostituibile”) e degli Enti (“mai un contributo – dichiara afflitto – tanto che tutto continua a ricadere sulle mie spalle, mannaggia la passione!”. Una banda anche a Sant’Angelo d’Alife. Si racconta che non sempre però riusciva ad ottenere contratti di lavoro, il maestro capì che la difficoltà era dovuta al numero dei musicanti, appena una trentina mentre tutti ne chiedevano una che ne contasse almeno il doppio. Non si perse d’animo e trovò la soluzione: trenta musicanti effettivi ed altrettanti “comparse”, cioè elementi che avrebbero fatto solo finta di suonare i loro strumenti a fiato tutti rigorosamente non funzionanti! Qualcuno che di bande se ne intende mi ha confidato che questo stratagemma … è ancora in uso. Rinomate le bande di Ailano: lo Storico Gran Concerto Bandistico “Città di Ailano”, ricostituito nel 2006, e la Filarmonica del Matese, nata nel 2009 e che si propone di ricostruire la tradizione musicale popolare del piccolo centro matesino. A Prata Sannita ne fu costituita una nel 1887 grazie al contributo offerto a trenta giovani dalla Confraternita della Carità perché “… l’istituzione ideata ha il doppio vantaggio di incivilimento e di guadagno pel cedo meno adagiato e che non verrebbe affatto a spostarsi dall’idea dell’istituzione dell’Opera Pia, dovendosi ritenere un tal concorso anche opera di Beneficenza dandosi così mezzi a poter apprendere l’arte, da cui ognuno può ricavare il necessario per la vita. Che la storia, maestra di vita, purtroppo dà insegnamento come i Popoli avessero ottenuto quell’apice di incivilimento dalle arti liberali. Che il nostro Comune posto nel bel centro, cui fanno corona non pochi altri, ricco di bella gioventù e di svegliate idee, animato da una Compagnia musicale otterrebbe certamente il proprio impulso al progresso…”. Dal 1948 al 1953 nel piccolo centro sannita ce ne furono addirittura due (nella foto sotto, la banda di San Gregorio Matese – 1954).

Dal libro: Mario Martini – “Il Folklore della nostra terra” – in giro tra feste, riti, usi, costumi, leggende e tradizioni – Ed. Pro Loco Vallata – 2012

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