ALIFE. “Interessi di bottega o perdita del senso di comunità?”, il servizio Ser.D. in paese fa ancora discutere: il punto del medico Zeppetelli.

“Non ho difficoltà ad affermare che la sede scelta dell’ex macello non é idonea. Sulle polemiche che questo insediamento ha provocato dico una sola parola: disgustose”. Teano o Capua… I pusher stanno già allertati…

Interessi di bottega o perdita del senso di comunità ? L’interrogativo che si pone il dottore Giovanni Zeppetelli, medico specialista, sulla questione servizio Ser.D. (tossicodipendenze) che, nelle intenzioni della amministrazione comunale di Alife, si dovrebbe impiantare in paese nei locali dell‘ex macello comunale in via Circumvallazione Mura Romane, a pochi passi dalle scuole materne ed elementari e dal parco giochi pubblico in località Porta Volturno (fiume).

Dopo l’incontro molto sentito dell’altra sera in aula consiliare, curato dai consiglieri le minoranze, è stato posto come obiettivo primario quello di arrivare all’annullamento dell’atto amministrativo, la delibera di giunta esecutiva. Ci si riuscirà? Per arrivare a questo è stato già messo in preventivo il ricorso alla giustizia amministrativa, nello specifico il TAR regionale della Campania in Napoli, ed intanto la raccolte delle firme, già nel frattempo avviata.

L’amministrazione comunale di Piedimonte Matese – continua il medico mutualistico, ora in pensione – non ha rinnovato il contratto di fitto al Ser.D., pare per oggettivi fatti ostativi, ma non ha mai dichiarato la propria indisponibilità alla localizzazione di tale servizio in altro luogo, anche a Piedimonte, questo è bene chiarirlo”.

Alife ha accettato con delibera di giunta di ospitare questa struttura socio-sanitaria presso l’ex macello da poco ristrutturato, previa verifica di compatibilità dello stabile per questa destinazione. Questi sono ad ora i fatti, sulle polemiche che questo insediamento ha provocato dico una sola parola: disgustose”.

“Non ho difficoltà ad affermare che la sede scelta dell’ex macello non é idonea per quella struttura, se é possibile se ne appronti un’altra meno impattante e piú discreta e se non la si trova si abbia il coraggio di rinunciare a questo insediamento, ma é bene chiarire quali saranno le conseguenze e soprattutto notare che del destino dei pazienti che vanno ogni giorno in tale struttura nessuno ha parlato, di legittimità della delibera, petizioni, forse referendum sí, francamente indecente”.

“Mi sono chiesto se tra Piedimonte ed Alife non si riesce a trovare a breve una collocazione idonea a questo servizio pubblico essenziale e nessun altro paese del nostro distretto ne permetterà l’allocazione. Il nostro distretto sanitario perderà questo servizio che per definizione non coincide con il distretto. La prova? I distretti sanitari della nostra Asl sono 11, i Serd solo 6 e l’ASL, unica responsabile della continuità terapeutica del servizio – aggiunge il medico – non avendo più una sede in loco, dovrà per forza dislocare questi pazienti, in una delle sedi Ser.D. piú vicine, Teano o Capua“.

“Si rende conto la politica locale del danno che sta facendo a parte del loro elettorato, solo tra Alife e Piedimonte sono circa 600 che ogni giorno x 21 giorni dovranno percorrere minimo 60 km per ingerire una dose o per effettuare un colloquio riabilitativo. Ragionate, cercate superando tutte le divisione di far restare questo servizio in loco, di non far sentire questi pazienti che sono tra i più fragili traditi perché le conseguenze non sono valutabili. I pusher stanno già allertati e alla fine: se si perde questo servizio la politica non adempie alla sua missione. Risolvere, non creare problemi – conclude Zeppetelli.

Stampa
comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

menu
menu