ALIFE. “Per me la politica è sinonimo di progettazione, programmazione, non camorra”: pressioni alla consigliera Di Muccio dopo il no del Consiglio al progetto cava “Santa Croce”.

La consigliera sarebbe stata minacciata dagli interessati al progetto stesso, un progetto che, come si sa, ha avuto il no da parte dell’Assise civica.

Sotto pressione la consigliera di maggioranza Silvia Di Muccio già dallo scorso consiglio comunale tenutosi il 3 settembre scorso presso l’aula consiliare della casa comunale di Alife ed avente ad oggetto un unico punto all’Ordine del giorno: il progetto di riqualificazione della cava “Santa Croce” sulla collina di Alife, frazione San Michele. La consigliera sarebbe stata minacciata dagli interessati al progetto stesso, un progetto che, come si sa, ha avuto il no da parte dell’Assise civica, con i voti contrari della maggioranza consiliare ed anche del gruppo di minoranza “L’Elefante”; l’altro gruppo di minoranza, invece, “Uniti per Alife”, si è invece astenuto dal voto. Una battaglia che in molti stanno portando avanti in città, dopo l’altra battaglia condotta anni fa sull’ipotesi di impiantare in loco un biodigestore per il trattamento dei rifiuti, azione che portò anche alla costituzione di un comitato civico che difese gli interessi del territorio in ogni sede istituzionale. Le pressioni, fa sapere la Di Muccio, continuano anche da parte dei candidati alle elezioni regionali che si terranno i prossimi 20 e 21 settembre 2020“Per me la politica in qualsiasi forma si rappresenti è sinonimo di progettazione, di programmazione, non di camorra”:  ha voluto ribadire Silvia Di Muccio.

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  1. settembre 06, 18:35 Anonimo

    Buonasera la persona interessata non è la donna che prese a schiaffi un commerciante di alife.ma chi te minaccia tennu paura

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