ALIFE / BAIA E LATINA. Regolarizzazione migranti per lavoro nei campi, la Ministra Bellanova: “o passa o dimissioni”. IL VIDEO.
“Non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria”.
Senza mezze misure la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova che intende portare avanti la sua battaglia per la regolarizzazione dei migranti: un atto di legge subito più che una semplice proposta, divenuto nelle ultime ora una battaglia per la ministra renziana del Governo Conte. E sono molte le campagne anche nella valle alifano – matesina che richiedono, e proprio in queste settimane, tanto lavoro: dalla preparazione del terreno alla concimazione, semina, quindi i raccolti di frutta ed ortaggi. Molti di questi lavori richiedono un lavoro manuale a cui si sono sempre prestati i lavoratori extracomunitari che, pur di guadagnare quanto basta per vivere ed alimentare le rimesse ai propri congiunti nei loro paesi di origine, si sono sempre prestati ad attività lavorative a cui, sovente, molti italiani hanno declinato. Addirittura la ministra pensa alle dimissioni qualora non dovesse prendere corpo questa iniziativa legislativa: “non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria. Tra le persone c’è diffidenza perché per anni si è fatta passare l’idea che i diversi sono i nemici e che gli immigrati vengono qui a toglierci il lavoro. Sono invece fondamentali per portare avanti alcune attività, non solo in agricoltura dove rischiamo sperperi enormi per la mancata raccolta, ma anche le badanti che assistono tante persone anziane. Puntiamo a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per 3 euro l’ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole”. Secondo le stime, si aprla di 600mila persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero. “Non sono in grado di dirlo, si tratta di chi può avere un contratto. Partiamo dai lavoratori nei campi, altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e dalle badanti”.








