ALIFE. Biodigestore da realizzare in città, dopo il parere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: “la Conferenza dei servizi è pienamente aperta”, dunque, “tutto rimane aperto”, per i tecnici della società.

alife generalife biogasRimarrebbe, in ultima analisi, il ricorso alle vie legali, al TAR Campania, il Tribunale Amministrativo Regionale, ma “potrebbe non servire” se tutto verrà deciso in sede di conferenza dei servizi.

Al parere della commissione ambiente per il paesaggio di Alife ha fatto seguito quello del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per il tramite della Soprintendenza di Caserta: mentre la commissione alifana ha espresso, nella seduta del 20 ottobre scorso, il suo parere non positivo alla realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti “umidi” nella zona industriale ASI della cittadina, il Ministero si è limitato a recepire il parere non positivo. Ma, fanno sapere i tecnici della società, la “conferenza dei servizi è ancora aperta”: come per dire, “tutto è ancora da definire e da decidere”, in un senso o in un altro. “Vi sono ancora da acquisire altri pareri”, che sono necessari e vincolanti per la realizzazione dell’impianto da 75.000 tonnellate massimo annue da trattare, “come quello AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale, che viene rilasciato dalla Regione Campania”. Ma quando questo verrà rilasciato, ancora non è dato sapere. Rimarrebbe, in ultima analisi, il ricorso alle vie legali, al TAR Campania, il Tribunale Amministrativo Regionale, ma “potrebbe non servire” se tutto verrà deciso in sede di conferenza dei servizi.

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