ALIFE. Cambia il comandante della Benemerita con Giovanni Orsi proveniente da San Gregorio Matese.

La Magistratura e le Forze dell’Ordine costituiscono baluardi di Democrazia e di legalità. Ad esse il cittadino si deve affiancare per collaborare nella prevenzione dei reati e crimini d’ogni sorta.

di Giuseppe Pace (Socio onorario del “Club Ragno” di Bojano)

Nel centro ricreativo e culturale di Bojano (CB) denominato “Ragno”, che frequento da qualche anno soprattutto nell’agosto boianese, ho conosciuto un maresciallo dei carabinieri, in pensione, di notevole valore per l’umanità palpabile e sempre disponibile ad aiutare chiunque, sia pure nei limiti imposti dalla legalità. Tale personaggio, cittadino onorario di Bojano per meriti culturali archeologici di porre in risalto la storia dei Sanniti, nell’abbandonare definitivamente Bojano dopo 50 anni di permanenza mi ha chiesto di scrivergli la presentazione di una sua apparente biografia ”Parole in Libertà, Tipolito Matese edizione. Era un romanzo storico che descriveva minuziosamente non la sua autobiografia, abruzzese-molisana, ma quella simile di molti sanniti d’oggi che popolano i tanti paesi del centro sud Italia appollaiati sull’Appennino. Sembrava che parlasse non solo di sé e dei suoi familiari e paesani ma di tutti noi. Ecco perché l’ho descritto come romanzo storico e non autobiografico. Il maresciallo G. Goffredo Del Pinto mi telefona, di tanto in tanto, riconoscente, come riconoscenti sono i Sanniti:”gente che ancora conosce la creanza e alla parola mischia il sorriso” così li definiva Emilio Spensieri di Vinchiaturo nei suoi saggi molisani. Nel Mezzogiorno, in Campania in particolare, la Magistratura e le Forze dell’Ordine costituiscono baluardi di Democrazia e di legalità. Ad esse il cittadino si deve affiancare per collaborare nella prevenzione dei reati e crimini d’ogni sorta. Altrimenti in un ambiente secolarizzato o indifferente alla politica della res pubblica, ci vorrebbe un carabiniere per ogni cittadino? Non è un’esagerazione soltanto, ma ha qualche barlume di verità. Le forze dell’ordine, ed in particolare l’Arma dei Carabinieri, del territorio della Provincia di Caserta sono benemerite perché operano in un tessuto sociale meno facile di altrove per l’alto tasso di microcriminalità predatoria, diffusa corruzione e catene truffaldine di ogni genere “artistico”. Nel territorio sannita tali reati appaiono meno intensi e diffusi, ma sono presenti e non bisognerebbe abbassare troppo la guardia. Dai media apprendo che al Maresciallo dei Carabinieri in servizio da anni ad Alife subentra Giovanni Orsi proveniente da 11 anni di onorevole attività di servizio di comando della stazione della Benemerita di San Gregorio Matese. Al Maresciallo capo G. Orsi gli auguri sinceri di chi cerca di evidenziare aspetti culturali, economici e sociali presenti nelle contrade sannite di nascita e di prima formazione. Egli, da Sannita Pentro, opererà in una cittadina ricchissima di storia con alta passione civile dei suoi residenti che spesso si”beccano” in consiglio comunale per fare in modo che res pubblica sia amministrata nel migliore dei modi? A volte danno l’impressione di essere tanti galli nel pollaio, ma ciò è fisiologico in democrazia. Le minoranze sono fisiologiche e possono migliorare il governo d’Alife con opposizione propositiva come pare avvenga tra gli alifani, di cui si ricorda, ancora una volta il sottoprefetto locale Pietro Farina. Sembra che tra gli alifani d’oggi ci siano i discendenti di antiche famiglie di Roma caput mundi. I corneliani ed altri che godettero del regalo delle terre con le centuriazioni. Alife è stato uno dei primi Municipi a ratificare un passivo di bilancio di circa 10 milioni di euro poi è seguito Piedimonte Matese, ma Bojano con i suoi 30 milioni li batte tutti. Nelle spese “pazze” degli Amministratori si potrebbe nascondere la corruzione e lo spreco nonostante convegni ed incontri a iosa che si susseguono nell’area matesina. Ai giovani si racconta la corruzione con belle parole, ma non sempre seguono comportamenti conformi. Leggo sempre dai media che “La nuova disciplina sugli appalti dettata dal Codice degli Appalti ed i nuovi poteri dell’ANAC sono stati gli argomenti principali della giornata di formazione ed aggiornamento svoltasi la scorsa settimana nell’aula consiliare di Alife dove si sono ritrovati numerosi segretari comunali, funzionari, responsabili di settore e dipendenti di Comuni del comprensorio dell’Alto Casertano. Accolti dal sindaco Maria Luisa Di Tommaso, che ha rivolto loro il saluto istituzionale di benvenuto nel capoluogo alifano, e dal consigliere comunale alla Legalità e alla Trasparenza Alessandra Pasqualetti, i partecipanti al percorso formativo hanno seguito le ore di lezione e di confronto sulle diverse tematiche e sulle importanti novità legislative contenute nei più recenti provvedimenti normativi nazionali in tema di appalti pubblici e di prevenzione della corruzione nella pubblica amministrazione. Dalla legge delega di recepimento delle direttive europee al correttivo al nuovo “Codice dei contratti pubblici” approvato un anno e mezzo fa, dal decreto legge sui nuovi poteri dell’Autorità nazionale anticorruzione alla direttiva dea stessa Anac sull’esercizio dell’attività di vigilanza sui contratti pubblici, passando per le nuove procedure di scelta del contraente, per la trasparenza nelle procedure di affidamento e l’ accesso agli atti, sono stati tutti argomenti approfonditi dai partecipanti con riguardo anche alle direttive dell’Anac che ormai è sempre più punto di riferimento imprescindibile nelle scelte e nelle procedure che sono chiamati quotidianamente a seguire ed attuare quanti hanno responsabilità di gestione e di guida all’interno di Comuni ed Enti Locali territoriali”. La prepotenza e la corruzione nel territorio alifano spesso vengono a galla per denunce particolareggiate di singoli consiglieri comunali e gruppi consiliari d’opposizione e di ditte escluse dagli appalti, poche o nessuna delle querele deriverebbe dai mass media e dai singoli cittadini? Come già riportato in altri miei articoli spontanei (non retribuiti, né forse richiesti , qualcuno è anche palesamente apprezzato bene come l’Avvocato Innsero di Caiazzo che ha scritto parole gratificanti su un dei miei affondoi in territorio familiare, rigiratomi dal Direttore di questo media), la recente sentenza di R. Cantone in territorio casertano ha fatto scalpore. “Sebbene invitato dai consiglieri di opposizione di Caiazzo Bene Comune a rivedere le nomine effettuate, il sindaco Giaquinto non ritornava sulle proprie posizioni. Ora è arrivato il provvedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha accolto totalmente le motivazioni sollevate dai consiglieri di opposizione.“Quello compiuto dal sindaco Stefano Giaquinto è un vero e proprio atto di incompetenza amministrativa, visto che, in primis lo stesso non poteva non sapere, data la lunga esperienza quale amministratore della Città, dei limiti disposti dalla legge circa i requisiti dei membri del consiglio di amministrazione delle Opere Pie Riunite; un atto ispirato alle vecchie logiche della politica, tesa ad avvantaggiare sempre la solita ristretta cerchia di amici. In secondo luogo e soprattutto, rappresenta un atto di arroganza politica atteso che il gruppo di opposizione ha più volte sollevato la questione sulla quale oggi l’Anticorruzione si è definitivamente espressa, annullando le nomine e sospendendo il sindaco. Quanto accaduto è un fatto gravissimo che non ha precedenti per la citta di Caiazzo. Mai nessun sindaco ha subìto provvedimenti sospensivi!!!!!!”dichiarano i consiglieri di Caiazzo Bene Comune. Il Sannio soffre dunque di vecchie abitudini e Pietro Farina ha ancora ragione dopo quasi un secolo che relazionava al Prefetto di Caserta le malefatte di chi occupava come “res propria” i Municipi del territorio alifano.

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