ALIFE / CASERTA. Caso Mara Zinzi, la 23enne colf che ha fatto da basista alla rapina resta in carcere: lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Napoli. Sotto torchio anche la seconda donna fermata, una badante 32enne.
Ora le indagini degli inquirenti si stanno concentrando anche su una seconda ragazza fermata, una 32enne della stessa nazionalità, che avrebbe una relazione con un o dei delinquenti ricercati.
Il Tribunale del Riesame di Napoli si è pronunciato in merito al riesame della colf 23enne Aiperi Turdugulova, originaria del Kirghizistan, che prese parte attiva, facendo da basista, alla violenta rapina a casa di Mara Zinzi, secondogenita dell’ex Presidente dell’Amiinistrazione Provinciale di Caserta, On. Domenico. Ad operare materialmente l’atto criminoso sono stati tre soggetti della Lituania, probabilmente residenti nel napoletano, ancora ricercati dalle forze dell’ordine. La ragazza rimarrà pertanto in carcere, quello femminile di Pozzuoli, dove è detenuta dall’ 8 giugno scorso con l’accusa di aver preso parte al blitz nell’abitazione della Zinzi in Via Giotto a Caserta. Mara Zinzi è sorella del neo consigliere regionale di Forza Italia, Gianpiero, e moglie di Alessandro Avecone, fratello di Giuseppe, Sindaco della città di Alife. La 23enne si è difesa sostenendo di aver avuto una relazione con uno dei malviventi, ma di non aver organizzato la rapina. Ora le indagini degli inquirenti si stanno concentrando anche su una seconda ragazza fermata, una 32enne della stessa nazionalità, che avrebbe una relazione con un o dei delinquenti ricercati.








