ALIFE / CASERTA. Mara Zinzi riconosce il suo aggressore in Tribunale: la figlia dell’ex Presidente Provinciale, Domenico, e cognata del Sindaco Giuseppe Avecone, punta il dito contro il georgiano Boda.

mara zinzi 600x300“Da quel giorno non sono più la stessa, non solo per le lesioni che ho riportato fisicamente, ma soprattutto quelle che ho dentro, moralmente”: la confessione della Zinzi in aula, che ha confermato di essere ancora “terrorizzata”.

Il georgiano Andrej Boda, uno dei presunti aggressori della ricercatrice universitaria Mara Zinzi (nella foto in una visita ad Alife, tra il marito Alessandro ed il cognato Giuseppe), figlia dell’ex Presidente dell’amministrazione provinciale, Domenico, sorella del consigliere regionale forzista, Gianpiero, e cognata del Sindaco della città di Alife, Giuseppe Avecone, sarebbe stato riconosciuto dalla voce e dalla corporatura: la conferma arriva direttamente nelle aule del tribunale di Santa Maria C.V., dove la Zinzi è stata ieri ascoltata dal Pm Quaranta. Boda fu fermato con l’accusa di rapina pluriaggravata e sequestro di persona dalla Squadra Mobile di Caserta il 7 ottobre a Napoli, mentre era in procinto di scappare all’estero con l’intenzione probabilmente di far perdere le proprie tracce. All’udienza del processo in corso sono state ascoltate anche le due badanti, la Turdugulova e la Narghisa, che hanno scelto il rito abbreviato e cercato di scagionare l’imputato. L’aggressione alla Zinzi è avvenuta nella sua casa al Parco Gabriella di Caserta lo scorso mese di giugno, mentre la stessa era con una badante (anch’essa ora sotto inchiesta) e la piccola figlia allora di soli tre anni.

 

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