ALIFE. Caso Pietro Sansone, il giudice del lavoro reintegra, dopo il licenziamento, l’ex dirigente dell’Area finanaziaria del Comune. Ma non metterà piede in Comune?

alife casa sansone

“Giusta applicazione della disciplina garantista dei procedimenti disciplinari  nei confronti dei pubblici dipendenti”, per il suo difensore, l’avv. Carozza.

Sansone PietroL’ex Dirigente dell’Area finanziaria del Comune di Alife (nella foto) sarebbe stato reintegrato nel posto di lavoro, il Comune di Alife. A conclusione di certosine indagini ed ispezioni, anche domiciliari, fu arrestato nel febbraio 2014 dai militari della Guardia di Finanza della Tenenza di Piedimonte Matese con le gravi accuse di peculato, falso ideologico, il Sansone è oggi a piede libero in attesa del giudizio penale, vivendo nella sua casa di sempre, in Via Caduti sul lavoro ad Alife (nella foto). 293mila circa gli euro che si sarebbe appropriato, secondo l’accusa, negli anni dal 2007 al 2010 (Alife era amministrato dalla seconda consiliatura dell’ex Sindaco Vitelli). Assistito dall’avv. Domenico Carozza, il Sansone aveva prodotto ricorso contro il licenziamento (avvenuto durante l’attuale amministrazione del Sindaco Giuseppe Avecone, con segretario comunale Sandro Riccio di Caiazzo) al Giudice del Lavoro del Tribunale di Santa Maria C.V., che si è pronunciato a suo favore (con sentenza del giudice Adriana Schiavoni): dichiarato illegittimo il licenziamento, quindi disposto il reintegro nel luogo di lavoro ed il risarcimento dei danni, consistenti nelle retribuzioni non percepite ed il versametno di tutti i contributi previdenziali ed assistenziali nel frattempo non versati. “Giusta applicazione della disciplina garantista dei procedimenti disciplinari  nei confronti dei pubblici dipendenti”, per il suo difensore, l’avv. Carozza. Ma dal Comune sussurrano che se reintegro ci sarà (si potrà sempre produrre ricorso avverso la decisione del Giudice) avverrà certamente non nella casa comunale dove il Sansone prestava servizio (il Sansone prima dell’effettivo licenziamento venne allontanato dall’Ufficio finanziario, al primo piano nel Palazzo Municipale, e destinato alla biblioteca comunale nell’ex casa comunale in Via Roma).

 

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