ALIFE / DISSESTO. Delibera di Consiglio comunale di sabato 8 aprile, la maggioranza 5/13 tenta di convincere Santagata a firmare: il consigliere “anziano” si rifiuta e “ribatte” a sindaco e Prefetto.

alife alfonso santagataSantagata si è giustamente rifiutato di “validare” un atto “illegittimo”; non può la segretaria comunale dichiarare sciolta una seduta: è una prerogativa del Sindaco/Presidente del Consiglio.

Dichiarare aperta, e valida, una seduta di Consiglio comunale è una competenza del Presidente del Consiglio che al Comune d’Alife, in attesa della modifica allo Statuto, coincide con la stessa persona del Sindaco. In mancanza di esso, quindi del Presidente/Sindaco, cioè Salvatore Cirioli, tale prerogativa spetta al consigliere anziano. Il consigliere anziano è Alfonso Santagata (nella foto), non in termini d’età bensì di voti, se si escludono Luca Sasso e Gianfranco Di Caprio, arrivati numericamente prima alle elezioni del giugno 2016 ma fuori aula nel momento della deliberazione. Di quale deliberazione stiamo parlando? Di quella di sabato 8 aprile 2017 (la numero 18), la prima seduta convocata per dichiarare il dissesto finanziario dell’Ente. La concitata seduta di prima convocazione è stata dallo stesso Presidente/Sindaco, Cirioli, dichiarata validamente costituita, essendo presenti la maggioranza dei consiglieri (11 su 13: mancavano i soli consiglieri di maggioranza Maria Meola e Rosa Di Lauro). E’ stato deliberato un punto all’ordine del giorno (l’approvazione del verbale della precedente seduta), e si è ampiamente discusso, per circa un’ora e mezza, della dichiarazione di dissesto, con interventi, oltre che dello stesso Sindaco Cirioli, anche del capogruppo della minoranza Roberto Vitelli e del consigliere di maggioranza, Angelo Giammatteo. Tanto Vitelli che lo stesso Giammatteo hanno prodotto dichiarazioni scritte che sono state consegnate alla segretaria comunale, Antonietta Fortini, con preghiera di allegarle al verbale della seduta. In un momento di evidente imbarazzo della maggioranza, quella dei 5/13 (Cirioli, Sasso, Di Caprio, Pece e Zazzarino), il sindaco ha sospeso la seduta ed abbandonato, insieme agli altri 4 componenti, l’aula. Dopo circa mezz’ora si è ripresentato dichiarando: “Io sottoscritto Salvatore Cirioli, attesa la gravità della situazione finanziaria dell’ente, ostaggio di continui pignoramenti ed assegnazioni, quale sindaco di questa comunità sospendo questa seduta facendo venir meno il numero legale e valuterò se presentarmi in seconda convocazione domani quale sindaco dimissionario. Preso atto che tutti i consiglieri presenti hanno certificato che le difficilissime situazioni debitorie dell’ente chiedo alla segretario comunale la trasmissione immediata degli atti alla Prefettura di Caserta ed alla Procura della Corte dei Conti. Tutti sappiamo, poi, com’è andata: cioè sempre la maggioranza di 5/13 si è ripresentata in seconda convocazione, per domenica 9 aprile, ed ha deliberato il dissesto finanziario. Per sanare la prima, ed unica valida seduta di Consiglio, si è chiesto, anzi intimato, al suddetto consigliere anziano, Alfonso Santagata, di firmare in qualità di presidente del consiglio tale verbale di delibera, cioè della seduta di sabato 8 aprile, la famosa prima convocazione, redatto dalla ex segretaria comunale, Fortini, prima che lasciasse l’incarico al Comune di Alife. Tra le innumerevoli irregolarità che gli organi competenti certamente riscontreranno, la segretaria comunale avrebbe dovuto rifare appello nominale quando il sindaco è risceso in aula ed ha ripreso i lavori, appello nominale che se fatto avrebbe certificato la presenza di ben sette consiglieri in aula (4 della minoranza, Vitelli, Visone, Ginocchio e Palmieri, Santagata e Giammatteo della maggioranza, e lo stesso Cirioli), quindi seduta valida e non sospesa per mancanza del numero legale, come invece asserito dal sindaco. La segretaria Fortini nel verbale di delibera n.18 di sabato 8 aprile ha invece dichiarato sciolta la seduta: non poteva farlo perchè il numero legale esisteva, non aveva i poteri per farlo perchè questa è una prerogativa del Presidente del Consiglio/Sindaco.

 

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