ALIFE / DISSESTO. Prima e seconda convocazione, argomenti trattati e da trattare, interpretazioni e sentenze: cosa ha sancito il TAR Campania quando si è fatto ricorso alla giustizia. Il caso di Alife.
Se la seduta è stata valida non vi erano i presupposti per la seconda convocazione, quella che ha, per il momento, sancito il dissesto. Argomenti da giustizia amministrativa.
“Perchè possa parlarsi di seduta di seconda convocazione, non è necessario che la mancanza del numero legale si sia verificata a inizio di seduta ma può anche constatarsi in corso di seduta. In tali casi occorrerà tener presente che non si avrà seduta di seconda convocazione per quegli oggetti che siano stati rinviati oppure discussi ma non deliberati, mentre si avrà seduta di seconda convocazione per quai punti dell’ordine del giorno che non è stato possibile trattare a causa della sopravvenuta mancanza del numero legale”. Lo ha sancito il TAR Campania, il Tribunale Amministrativo Regionale, in merito ad un ricorso presentato da un ente per un caso analogo accorso l’altro giorno al Comune di Alife. Gli argomenti all’Odg erano due nella seduta di prima convocazione di sabato 8 aprile: l’approvazione del verbale della seduta precedente e la dichiarazione dello staso di dissesto finanziario. Dopo che era stata dichiarata valida la seduta per la presenza di 11 consiglieri su 13, (di cui soli 5 di maggioranza: Ciriolli, Di Caprio, Pece, Zazzarino e Sasso; ben 6 di opposizione: Vitelli, Ginocchio, Visone, Palmieri, Giammatteo e Santagata), è stato approvato il primo punto, quindi si è passati ad ampia discussione circa il secondo punto. In merito, il capogruppo di opposizione, Vitelli, ha consegnato un documento da allegare al verbale di seduta; identica cosa ha fatto il consigliere ex maggioranza, Giammatteo. Solo a quel punto il sindaco Cirioli ha chiesto 10 minuti di sospensione, facendo abbandonare l’aula al gruppo dei 5 dell maggioranza. Dopo circa mezz’ora, in aula è risceso solo il primo cittadino, dichiarando sciolta la seduta (lo poteva fare in qualità di presidente del Consiglio comunale) per mancanza del numero legale (era vero), con la possibilità di presentarsi in qualità di sindaco dimissionario (era sua facoltà) in seconda convocazione (fatto non possibile, questo, poichè l’argomento, quello del dissesto, pur non deliberato, era stato ampiamente discusso). Tra le numerose irregolarità giova ricordare anche il fatto che la segretaria comunale, secondo come recita la normativa, avrebbe dovuto rifare l’appello nominale dei presenti al rientro del sindaco in aula, ed a quel punto dichiarare sciolta la seduta per mancanza del numero legale. Fermo restando la validità della seduta finora svolta. Difatti, a conclusione della stessa, e quando il sindaco Cirioli si è alzato ed è andato via definitivamente dopo la sua dichiarazione post-sospensione, la segretaria ha ammesso che la seduta è stata sciolta. Sciolta ma tenuta. Sciolta, ma valida. Se la seduta è stata valida non vi erano i presupposti per la seconda convocazione, quella che ha, per il momento, sancito il dissesto. Argomenti da giustizia amministrativa.







