ALIFE / DISSESTO. “La maggioranza dimostra di non saper effettuare una semplice somma aritmetica: si affida a superesperti di sfascio finanziario (Fattore, ndr), dopo aver provveduto a sfasciare la nostra intesa politica e la nostra vittoria elettorale”: l’affondo del consigliere Giammatteo.

Giammatteo-Angelo“Stiamo ancora aspettando di capire cosa sia contenuto negli 8 milioni e oltre di spesa corrente indicata: non era questa la sede per inserire quelle spese”.

“Non sono contrario al dissesto a prescindere – la precisazione del consigliere comunale, Angelo Giammatteo – non avendo nulla di cui temere da una eventuale delibera  in tal senso, solo per essere amministratore da diversi anni. Anzi, tale condizione mi consente di conoscere meglio di molti altri e di riconoscere lo stato di sofferenza del bilancio comunale. La maggioranza dimostra di non saper effettuare una semplice somma aritmetica, pertanto si affida a superesperti di sfascio finanziario, dopo aver provveduto a sfasciare la nostra intesa politica e la nostra vittoria elettorale. Con una fuga in avanti ha prodotto alla scadenza del 31 marzo una convocazione di consiglio comunale per proporre un dissesto finanziario, per poi proporre un minimo di confronto solo dopo il levarsi di proteste da ogni direzione. Non è accettabile il prendere o lasciare. Mi faccio portavoce della volontà degli alifani, la maggioranza dei quali non vuole questa decisione, fatta passare per l’unica possibile, che offende un’intera comunità qualificandola come incapace di pagare i propri debiti, di rispettare i propri impegni”. Continua l’affondo di Giammatteo: “A proposito dei tecnici coinvolti, estremisti politici travestiti più o meno abusivamente da funzionari, un ex rifondazione comunista (la ormai ex segretaria comunale, Antonietta Fortini, originaria di Letino ma vive a Piedimonte Matese, che alle regionali del 2010 si candidò sotto le fila di SEL), e un destraiolo (stavolta il riferimento è al ragioniere Salvatore Fattore di Sparanise), che proprio perchè rappresentanti gli estremi opposti si congiungono e concordano su tutto. Anche nell’omettere una necessaria dichiarazione pur di assumere l’incarico (quella non prodotta dallo stesso Fattore prima dell’incarico sulle condizioni di inconferibilità del mandato). Nei giorni scorsi ho provveduto a denunciare tutto agli organi competenti (ANAC, Autorità Nazionale Anti Corruzione e Guardia di Fiannza, ndr) i quali accerteranno la nullità degli atti assunti da chi è nullo nella nomina. Anzichè riconoscere di aver sbagliato qualcosa, mi sono state revocate le deleghe. Nella dichiarazione del dissesto trovate diverse imprecisioni, errori, leggerezze, amplificazioni di debiti. Non bisogna avere la laurea, caro dottore Sasso (il riferimento al vice sindaco Luca Sasso che aveva accusato Giammatteo di non capire poichè “solo diplomato”) per capire che la delibera n.7 del 17 marzo per la determinazione valore Imu fissa i valori massimi da tutti ritenuti esagerati rispetto al reale valore economico dei beni, che necessita di revoca da parte del consiglio comunale. Il riequilibrio finanziario (la proposta di Gimmatteo per evitare il dissesto) è reversibile, non esclude il dissesto, lascia una profonda autonomia all’amministratore. L’altra procedura tira una linea di demarcazione e scarica sulla collettività i costi dell’incapacità di affrontare i problemi da parte di chi è stato votato, ivi inclusi i costi di commissari chiamati a gestire per 5 lunghissimi anni il dissesto finanziario, Dal mese di ottobre 2016 è in atto un’azione congiunta da parte della Giunta, che pende dalle labbra di segretario (Fortni, ndr) e ragioniere abusivo (Fattore, ndr), allora consulente , per arrivare a questa dichiarazione di dissesto“. L’elenco dei contribuenti che dovevano pagare l’IMU 2012 per 753mila euro approvato e gli importi riportati nel rendiconto 2016. Porre accanto a tale cifra l’incasso di circa 50mila euro (come fatto da fattore e riportato nei manifesti dalla maggioranza) è una disonestà professionale. Queste rappresentazioni si fanno con il rendiconto – puntualizza il consigliere –  non con il bilancio di previsione. Si sono bloccate le ulteriori attività di accertamento con le notifiche dal mese di ottobre 2016: nessun atto è stato più firmato dalla segretaria quando è stata responsabile finanza e tributi. Non solo, le rendicontazioni per oltre 7 milioni di euro del famoso D.L. 35 non sono state firmate ed inviate alla Cassa Depositi e Prestiti. Stiamo ancora aspettando di capire cosa sia contenuto negli 8 milioni e oltre di spesa corrente indicata: non era questa la sede per inserire quelle spese. La riscossione è nella media, non ci azzecca niente con il dissesto, cioè se dichiari il dissesto non significa maggiore riscossione. intensificare la lotta all’evasione è una cosa, il dissesto è un’altra. Ma quale riscossione si vuole fare se dal mese di ottobre segretaria (Fortini) e dirigente (Fattore) nessuno dei due ha mai incontrato le ditte che supportano l’Ente”.                  

comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato né condiviso con terze parti. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori. *

menu
menu