ALIFE. Esternalizzazione tributi comunali, smentito il sindaco Cirioli: 25mila euro di aggio (sui circa 100mila di incasso) per la nuova società incaricata in base ad una delibera illegittima (già revocata dal Consiglio).

alife-comune-piazza-fontana

“Questa determina stabilisce per le entrate minori, circa 100mila euro, un costo a priori di 9.760 euro più il 13% di quello che incassa, significa 25mila euro. Questi incassano 100 e se ne prendono 25 – l’affondo di Giammatteo: si prendono il 25% di quello che incassano”.

“Sulla esternalizzazione ci aspettavamo una condivisione della cosa per vedere come arrivare a questa delibera oggi – il punto della consigliera di minoranza Caterina Ginocchio in apertura di assise sul varo della esternalizzaizone dei tributi comunali. L’affidamento alla Aerarium di Caserta si basa comunque su una delibera illegittima poichè revocata” (affidata il 13 giugno ma il giorno prima, il 12 giugno, l’assise l’aveva bocciata). “Allo stato vi sono dei contratti ancora in essere, con la Pubblialifana per il 2012 – 2013 – 2014 e con Geropa per l’attività di supporto – ha precisato Roberto Vitelli, capogruppo del gruppo di minoranza “Toro per Alife”. Ci è sembrato un poco strano perchè nel frattempo il funzionario (Salvatore Fattore, ndr) ha fatto un ulteriore affidamento alla Aerarium. La proposta precedente fissava dei paletti (in primis, i 10 milioni di euro di capitale sociale interamente versato per le società partecipanti alla  gara d’appalto), questa qui è un mero atto di indirizzo che demanda tutto al funzionario e agli uffici”, proponendo poi un confronto in sede di capigruppo prima di arrivare ad una nuova proposta, pertanto: “in linea di principio non siamo contrari all’esternalizzazione sulla base di un personale (interno al Comune) non idoneo, sia numericamente che tecnicamente, a gestire “in house” – ha chiosato il leader della minoranza – quindi proponiamo un rinvio dell’argomento chiedendo di essere chiamati in conferenza dei capigruppo. La Corte di Conti ci ha detto semplicemente di riorganizzare il servizio – ha concluso Vitelli – ma non si capisce perchè questa delibera si debba fare per forza di cose, oggi, con l’acqua alla gola”. “Siamo contrari alla proposta così come formulata perchè riteniamo che la gestione delle imposte possa essere gestita dall’ente – l’esordio, invece, del consigliere di maggioranza “dissidente”, Angelo Giammatteo – che ha già un suo ufficio tributi e che anche nell’anno scorso 2016 ha funzionato come supporto, ma questo già dalla metà del 2014, con molte difficoltà perchè i ruoli erano in mano alla Pubblialifana (la ex società di gestione del servizio) che ha trasferito solo parzialmente tutti i dati. Questo ufficio si è creato una propria banca dati che, con il supporto di una società esterna (la società toscana Geropa, appunto), ha fatto incassare (di incasso volontario) all’ente 2.520.000 euro (nel solo anno 2016) e questo è costato al Comune di Alife circa 30mila euro, pagando solo l’1,18% di spese (l’aggio di spettanza della società). Oggi – continua l’ex componente di “Uniti per Alife” – si viene a parlare, o si viene a fare, addirittura una determina che a mio avviso è illegittima perchè non tiene conto del fatto che il consiglio comunale ha revocato la delibera, che stabilisce per le entrate minori, Tosap, pubblicità, eccetera, che saranno circa 100mila euro d’incasso per il Comune di Alife, un costo a priori di 9.760 euro più il 13% di quello che si incassa, significa 25mila euro. Questi incassano 100 e se ne prendono 25: si prendono cioè il 25% di quello che incassano. Delibera che ne chiederemo la revoca, nel nostro potere di consiglieri comunali. Quindi nel 2016 – continua Giammatteo – il Comune d’Alife ha risparmiato 300mila euro di eventuale aggio che avrebbe dovuto pagare ad una ditta in concessione. Esiste un contratto in essere con una società (sempre con la Geropa) fino al 2018 e può continuare a lavorare ed incassare tutti i residui che non sono stati ancora pagati, di supporto all’ufficio tributi, che è in grado di arrivare anche alle ingiunzioni fiscali. Siamo dunque contrari a questa proposta ma favorevoli invece ad un rinvio dell’argomento”. 32mila euro il preventivo, invece, che secondo il sindaco Cirioli la Geropa avrebbe presentato al Comune d’Alife per svolgere il servizio suddetto (preventivo smentito, però, dagli stessi consiglieri comunali). “Il dottore Fattore, con sole sei ore settimanali di servizio – sempre per Giammatteo – è riuscito in un baleno a fare chiarezza in tutte le problematiche del Comune che si trascinano da vari anni e con una illuminata proposta, poi condivida da alcuni consiglieri comunali, ha fornito il toccasana per la risoluzione degli annosi problemi di Alife. E cioè dichiarando il dissesto finanziario. L’ammontare dei debiti estratti dal cilindro ammontano a circa 12milioni di euro, cifra che presenta dei dubbi. Atti consequenziali alla dichiarazione di dissesto – conclude il consigliere “dissidente”, i punti successivi all’ordine del giorno (attivazione tributi minori e maggiori), e per i quali ha preannunciato che il gruppo (Giammatteo, Santagata, Di Lauro e Meola) non parteciperà alle operazioni di voto. Difatti, sono usciti dall’aula abbandonando i lavori tanto il gruppo dei 4 “dissidenti” che quello dei 4 di minoranza lasciando la maggioranza 5/13 da sola, che è stata nelle condizioni di deliberare sulle attivazioni dei tributi (l’aumento delle tasse al massimo consentito dalla legge) giacchè trattavasi di consiglio in seconda convocazione che richiedeva una maggioranza di soli 1/3 dei componenti, cioè 4 + 1 (il sindaco).

comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato né condiviso con terze parti. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori. *

menu
menu