ALIFE. Esternalizzazione tributi comunali, bocciata la delibera proposta dalla maggioranza Cirioli se ne discute un’altra: giovedì 15 e venerdì 16 giugno il consiglio comunale.
Si procederà anche all’attivazione delle entrate proprie, minori e maggiori, ai sensi del decreto legislativo 267 del 2000. Argomento non discusso nella seduta ultima e rinviato su impulso del gruppo di minoranza.
Dopo la bocciatura e l’ennesimo stop posto agli atti di indirizzo della maggioranza 5/13 targata Salvatore Cirioli (Salvatore Cirioli, Gianfranco Di Caprio, Luca Sasso, Daniela Pece e Debora Zazzarino), un nuovo consiglio comunale dovrebbe decidere in merito alla esternalizzazione dei tributi comunali, da quelli maggiori IMU, TASI, Addizionale Comunale all’Irpef, a quelli minori, Tosap, Icp, Pubbliche affissioni. Erano stati i consiglieri “dissidenti” dalla maggioranza Alfonso Santagata, Angelo Giammatteo, Rosa Di Lauro e Maria Meola, come pure il gruppo di minoranza “Toro per Alife” composto da Roberto Vitelli, Michela Visone, Caterina Ginocchio ed Enrico Palmieri, a chiedere la convocazione di un apposito consiglio comunale per la revoca immediata della deliberazione, cosa che è avvenuta nella seduta di lunedì scorso, 12 giugno 2017, nel corso della quale si è registrata l’ennesima figuraccia da parte della maggioranza (che è stata posta ancora una volta di fronte alla legge dei numeri), pertanto un ulteriore dietrofront su un aspetto, quello della esternalizzazione del servizio di riscossione, fortemente voluto proprio dall’esecutivo Cirioli, che aveva portato nel marzo scorso in Assise la proposta ma ora bocciata dal parlamentino comunale, con addirittura il voto favorevole anche dei 5 componenti la giunta che lo avevano adottato. Tra i punti salienti che il consiglio comunale aveva deliberato nel marzo scorso e che ora hanno fatto registrare l’ennesimo capitombolo da parte della giunta Cirioli, con la revoca in toto della delibera, vi rientrano i criteri per la partecipazione alla gara d’appalto (ma non di competenza di tale organo), in primis i 10milioni di capitale sociale interamente versato richiesti per la società aggiudicataria.







