ALIFE / FRANCOLISE / CALVI RISORTA / ROCCA D’EVANDRO. Progetto “Le Porte dei Parchi”, spuntano legami con l ‘ex boss Bardelllino: il suo impero lo si voleva “ripulire” in affari facili?
All’attenzione dei magistrati della DDa napoletana la eventualità che gli indagati volevano ripulire il vecchio denaro dell’ex boss Bardellino in imprese che hanno poi vinto appalti pubblici.
Nell’interessante progetto “La Porta dei Parchi” che voleva ristrutturare opere ad Alife, Calvi Risorta, Rocca D’Evandro e Francolise spunta anche l’ex camorrista Antonio Bardellino e ditte a lui vicine. L’iniziativa, soprattutto dell’ex consigleire regionale Angelo Consoli, prevedeva il restauro di alcune strutture risalenti all’epoca medievale, finanziate dalla Regione Campania per un importo complessivo pari a circa 9 milioni di euro (ad Alife si sarebbe ristrutturato il Castello Normanno grazie ad un finanziamento poco superiore ai due milioni di euro: il progetto è stato presentato, assegnato e finanziato nel 2014 durante l’amministrazione comunale Avecone). In questo calderone una delle ditte vincitrici di gare è stata la “Opere stradali”, e la “Bretto Opere Stradali”: ora avrebbe dovuto restaurare per 726mila euro la torre civica medievale di Cerreto Sannitica. In questa “assegnazione” ruolo chiave, sempre secondo gli inquirenti, lo avrebbe tenuto l’ex assessore regionale proprio ai beni culturali Pasquale Sommese, che avrebbe indicato la ditta ancora prima che la gara vera e propria si tenesse (poi effettivamente aggiudicata con la complicità di funzionari del comune sannita: avrebbe intascato per questo, secondo la DDa di Napoli che conduce le indagini, una tangente di 50mila euro. Ecco quindi che ad essere arrestato è stato anche l’imprenditore Antonio Bretto, ma che all’interrogatorio di garanzia delle ultime ore si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo nome era già finito nel 2011 in un’inchiesta del tribunale di Santa Maria C.V. che riguardava Pasquale Pirolo, in passato ex braccio destro di Bardellino. I magistrati a distanza di anni scoprirono che Pirolo e un suo collega imprenditore erano soci della Impresud nata nel 1993, nella cui gestione si inserì qualche anno dopo rilevando le quote di Bretto, legato con la signora Immacolata Bretto, che è stata la prima moglie del boss Bardellino. All’attenzione dei magistrati della DDa napoletana la eventualità che gli indagati volevano ripulire il vecchio denaro dell’ex boss Bardellino in imprese che hanno poi vinto appalti pubblici.







