ALIFE. Il “facilitarore” per i finanziamenti era sempre lui: anche ad Alife lo “zampino” dell’ingegner Guglielmo La Regina.

la-regina-guglielmo-ingegnereL’ingegnere napoletano era “il facilitatore” di tutti gli appalti, fin da quando venivano pensati, quindi eseguiti, compreso il pagamento delle tangenti.

Questi i numeri di “The Queen” (la Regina, dal nome dell’ingegnere factotum, Guglielmo La Regina): 69 le misure eseguite dalla Guardia di Finanza disposte dalla DDa di Napoli che hanno visto ieri impegnati oltre 250 militari, per 30 persone si tratta di custodia cautelare in carcere e 36 gli arresti domiciliari, oltre a due provvedimenti di interdizione dai pubblici uffici per un anno ed una misura dell’ obbligo di presentazione alla polizia Giudiziaria; 18 le gare di appalto pubblico oggetto di indagine per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro, contestando 13 reati di corruzione e 15 di turbativa d’asta. Tra gli appalti oggetto di indagine la realizzazione del nuovo museo archeologico della città di Alife: il precedente museo si trova  in località Porta Napoli, il nuovo, la cui ultimazione è quasi completata, in Via Caduti sul Lavoro, molto più ampio, più comodo per l’utenza e soprattutto per i turisti. Realizzato dalla ditta aggiudicataria la gara, ma modificata in corso d’opera la direzione lavori. “Il motore di questo vero e proprio sistema corruttivo – come ha ha sottolineato il procuratore aggiunto e coordinatore della Dda di Napoli Giuseppe Borrelli è il professionista napoletano Guglielmo La Regina. La Regina sceglieva di farsi pagare in modo intelligente, pulito, per le sue competenze di progettista. Ma il suo ruolo era centrale: da un lato si dava da fare per ottenere i finanziamenti e stabilire il prezzo della corruzione, ed era ancora lui che si preoccupava di individuare i vincitori delle gare che si assicurava grazie ai suoi rapporti con professionisti e docenti universitari inseriti nelle commissioni aggiudicatrici. Un’impressionante rete di legami di illeciti e corruttele e di casi di infedeltà alla Pubblica Amministrazione”. L’ingegnere napoletano era “il facilitatore” di tutti gli appalti, fin da quando venivano pensati, quindi eseguiti, compreso il pagamento delle tangenti. La Regina si avvaleva di una fitta rete di contatti con i Comuni ed enti pubblici in genere, anche i professionisti che componevano le commissioni di gara che andavano poi ad aggiudicare i lavori.

comment Nessun commento

Sii il primo a lasciare un commento alla notizia

mode_editLascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato né condiviso con terze parti. I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori. *

menu
menu