ALIFE. Illegittimità attribuzione deleghe e incarichi a consiglieri, il gruppo consiliare “L’Elefante” interroga il sindaco Di Tommaso già durante il primo consiglio.

Al Sindaco del Comune di ALIFE Avv. Maria Luisa Di Tommaso

OGGETTO: Interrogazione urgente a risposta orale in aula: 3° punto ordine del giorno Consiglio Comunale del giorno 28.06.2018 “Comunicazione composizione Giunta comunale” – illegittimità attribuzione deleghe e incarichi a consiglieri.

I sottoscritti Avv.Vincenzo Guadagno, nato il 2.10.1971 a Piedimonte Matese e residente in Alife alla piazzetta Stazione n°4, e Dott.ssa Gabriella Macchiarelli nata il 15.8.1992 a Piedimonte Matese e residente in Alife alla via Forma n°18, nella qualità di consiglieri di opposizione “L’Elefante – C’è un’altra Alife”,
premesso che
con Decreto n°3 del 26.06.2018, prot.7640 del 26.6.2018, la S.V. provvedeva alla nomina dei componenti della Giunta Comunale nelle persone di Palmieri Enrico, Delli Veneri Angelo, Morelli Annamaria, Ginocchio Caterina;
con il suddetto Decreto si provvedeva alla delega di ulteriori incarichi nei confronti dei consiglieri comunali Simonelli Alfonso, Pasqualetti Alessandra, Zazzarino Luigi, Di Muccio Silvia;
Nell’ambito dell’autonomia statutaria dei Comuni stabilita dall’art.6 del TUEL è ammissibile la disciplina di deleghe ed incarichi a condizione che il contenuto delle stesse sia coerente con i principi generali e con le funzioni attribuite dall’ordinamento al delegato;
Lo Statuto del Comune di Alife non prevede, come stabilito dall’art.21, la facoltà e la potestà del Sindaco di attribuire deleghe o incarichi a consiglieri comunali se non per “svolgere attività di istruzione e studio di determinati problemi e progetti o di curare determinate questioni nell’interesse dell’Amministrazione. Tali incarichi non costituiscono deleghe di competenza e non abilitano allo svolgimento di un procedimento amministrativo che si concluda con un atto amministrativo ad efficacia esterna” coerentemente a quanto stabilito dal TUEL;
Il TUEL distingue chiaramente le funzioni spettanti agli organi locali, infatti l’art.42 attribuisce al Consiglio Comunale la funzione di indirizzo e controllo politico-amministrativo, l’art.48 attribuisce alla Giunta compiti di collaborazione con il Sindaco nella gestione del Comune, l’art. 50 attribuisce al Sindaco la responsabilità e la rappresentanza dell’Ente.
E’ opinione condivisa e supportata dalla Giurisprudenza che il Sindaco non possa incaricare i Consiglieri di collaborare allo svolgimento di attività amministrative di governo dell’Ente, non potendo costoro gestirle per conto del Sindaco;
Un consigliere non può essere delegato dal Sindaco a gestire direttamente un settore dell’amministrazione perché si troverebbe contemporaneamente nella posizione di controllato (in quanto Consigliere delegato) e di controllore (in quanto membro del Consiglio);
Anche la Giurisprudenza ha avuto occasione di occuparsi della materia (Cfr.Sent.n°1248/2004 Tar Toscana, Sentenza n°4499/2006 Tar Puglia. Lecce, Sez.I).
Il Ministero dell’Interno sollecitato a pronunciarsi in materia ha inserito sul proprio sito web in data 7 agosto 2008 un parere nel quale si legge tra l’altro “…poiché il Consiglio svolge attività di indirizzo e di controllo politico amministrativo, partecipando alla verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco e dei suo assessori (art.43, co.3, Tuel), ne scaturisce l’esigenza che i contenuti dei compiti delegati siano tali da evitare una incongrua commistione nell’ambito dell’attività di controllo medesima e, quindi, lo svolgimento di competenze proprie degli assessori…il consigliere può essere incaricato di studi su determinate materie, di compiti di collaborazione circoscritti all’esame e alla cura di situazioni particolari, che non implichino la possibilità di assumere atti a rilevanza esterna, né di adottare atti di gestione spettanti ad organi burocratici. E’ suscettibile di rilievi di legittimità una delega conferita per l’esercizio di compiti riguardanti singoli settori dell’amministrazione comunale, poiché così risulterebbe aumentato in modo surrettizio il numero degli assessori”;
In un nuovo parere dell’11 novembre 2016 il Ministero dell’Interno, conferma il parere del 7 agosto 2008, asserendo che “non è individuabile nel TUEL alcun fondamento di un generale potere di affidamento di compiti di collaborazione amministrativa a Consiglieri da parte del Sindaco”;
L’affidamento di deleghe in alcuni casi relativi ad interi settori, come ad esempio nel caso del Decreto n°3 del 26.06.2018 emanato dal Sindaco di Alife, per urbanistica o bilancio e programmazione economica, potrebbe essere fonte di problemi pratici in quanto, se i provvedimenti relativi a queste materie dovessero essere discussi in Giunta, non potendo partecipare il Consigliere delegato ai lavori di quell’organo, non si comprende chi potrà relazionare sulle proposte presentate;
tanto premesso
si chiede alla S.V. sulla base di quale riferimento normativo e/o Statutario si è provveduto all’attribuzione di deleghe ed incarichi di competenza a consiglieri comunali su materie specifiche relative all’attività amministrativa;
si invita la S.V. a provvedere alla revoca delle deleghe e degli incarichi attribuiti illegittimamente con il Decreto n°3 del 26.06.2018 al fine di evitare la conseguenziale illegittimità di atti amministrativi discendenti dall’attribuzione di tali poteri non previsti dalla legge.
Distinti saluti.
Vincenzo Guadagno Gabriella Macchiarelli

Stampa
Lascia un commento comment1 commento
  1. giugno 29, 11:30 Anonimo

    Questo perché durante la campagna elettorale i candidati di “rinascita” si dichiaravano competenti e ammonivano “l’elefante” di essere inesperti. Meditate.

    reply Reply this comment
mode_editLascia un commento

menu
menu