ALIFE. Installazione dell’impianto Biogas in città: legali di aziende del posto scrivono agli enti interessati all’autorizzazione.
L’invito è quello a “procedere ad un’attenta e scrupolosa valutazione delle ragioni del No espresse dal Consiglio Comunale di Alife” (nella foto, il Sindaco Avecone, gli esperti Gatti e Montanari, ed alcuni rappresentanti del Comitato del “No”).
Conferenza dei servizi in merito all’autorizzazione all’installazione ed all’esercizio di un impianto di trattametneo biologico per la produzione di energia elettrica proposto dalla General Construction S.p.A.: legali di Alife si attivano per conto di aziende private locali. Le “vocazioni del territorio comunale di Alife sono naturalistiche, agricole e turistiche per la presenza di un notevole patrimonio storico-archeologico” – scrivono i legali – ed inoltre il Comune di Alife rientra “nell’area naturale protetta del Parco Territoriale del Matese“: pertanto l’impianto di trattamento biologico della frazione organica proposto dalla General Construction S.p.A. nella zona ASI di Alife, “per tutte le motivazioni tecniche, ambientali, territoriali e politiche riportate nella deliberazione del Consiglio Comunale di Alife n. 2 del 04.02.2015, e tenuto conto di tutte le risultanze scientifiche di cui alla relazione della scienziata dott.ssa Antonietta Gatti e del dott. Montanari, costituisce oggettivamente una mninaccia per la salute dell’uomo, del mondo animale e del mondo vegetale, atteso il suo alto carico inquinante a livello locale durante la costruzione e, soprattutto, durante l’esercizio, per l’emissione in atmosfera di elementi chimici dannosi derivanti dallo scarfico dei fumi (combustione di biogas) e di polveri sottili di dimensioni micro e nano particelle, di cui molte accertate come cancerogene. A ciò si aggiungono tutti gli ulteriori gravissimi problemi derivanti dai cattivi odori che si propagherebbero dall’impianto per molti chilometri, dai rischi idrogeologici, dall’inquinamento delle falde acquifere, dal traffico indotto e relativo inquinamento – si legge nelal nota – dal depauperamento della biodiversità e dal rischio di piogge acide dovute all’emissione di inquinanti (biossido di zolfo e ossidi di azoto)”. Inoltre, fanno sapere i legali, “la zona ASI di Alife è totalmente spovvista di qualsiasi infrastruttura e pertanto assolutamente non adeguata a recepire un impianto di questo tipo e dimensione“. Per non parlare del fatto che l’impianto sarebbe costruito “a ridosso di civili abitazioni sparse, ma anche a breve distanza dal centro cittadino di Alife (circa 1,5 Km)“. L’invito agli enti interessati, cui la nota è indirizzata, tra cui la Giunta Regionale della Campania, il Sindaco del Comune di Alife, l’Aeronautica Militare, l’Anas, l’Arpac, l’ASI Caserta, l’ASL Caserta, i Vigili del Fuoco, l’Enel, l’ATO 2, la Provincia di Caserta, la Sovrintendenza Beni Archeologici, è quindi a “procedere ad un’attenta e scrupolosa valutazione delle ragioni del No espresse dal Consiglio Comunale di Alife“.








