ALIFE. La montagna ha partorito il topolino: dopo 3 anni di nulla si annuncia a “spron battuto” la manutenzione alla scuola “Farina”.

Mente l’ “inutile” assessorato all’edilizia scolastica pensa solo a condividere le notizie sugli amati social (ma forse solo questo è in grado di fare da 8 anni a questa parte, oltre che incassare regolarmente la cospicua indennità di carica)
Dove eravamo rimasti ?!?. Ah si: al 2005/2006. Non abbiamo sbagliato a scrivere, era effettivamente oltre 20 anni fa quando l’amministrazione comunale dell’epoca (Sindaco era Roberto Vitelli, al secondo mandato, e con delegato all’edilizia scolastica Pietro Sasso) pensò, bene (ed è proprio il caso di dirlo) ad un grandioso, ma ancor prima necessario, progetto alla scuola elementare “Farina”: quello che prevedeva la completa demolizione con successiva ed immediata ricostruzione dell’intero complesso scolastico (il principale del paese) che insisteva, ed insiste, nella piazza a ridosso del Municipio cittadino: Piazza XIX ottobre.
Una opera che sarebbe stata realizzata con finanziamenti pubblici ma anche attingendo da disponibilità del bilancio comunale: con i primi che ammontavano a circa 500/550mila euro, integrati però da fondi locali per ulteriori 200/300mila euro.
Il progetto era davvero ambizioso giacchè prevedeva, addirittura, una volta demolito il tutto, anche un ulteriore piano interrato (idea poi bocciata, poichè la ricostruzione doveva portare al rifacimento della stessa struttura demolita), piano che avrebbe potuto ospitare le sale della mensa scolastica, le cucine, il refettorio e quant’altro. Il completo rifacimento della scuola dalle fondamenta, insomma, danneggiate strutturalmente anche dal fatto che si scopri, nel corso delle indagini, che gli scarichi fognari dei bagni annessi alla scuola scolavano non in un consueto canale fognario pubblico, bensì nelle fondamenta stesse. Vennero effettuate anche le necessarie indagini geologiche del caso e di esse vi è certamente traccia nei polverosi incartamenti degli uffici municipali.
Il finanziamento venne congelato e con esso saltò tutto il progetto.
Davvero non una bella notizia per il paese ed il futuro dei bambini che frequentavano le scuole all’epoca: quella di scolarizzarsi in strutture a norma, sicure ed efficienti (erano anni molto attenzionati sotto questo aspetto, soprattutto dopo la catastrofe dovuta al crollo della scuola a San Giuliano di Puglia).
Una operazione del genere, invece, si riuscì a fare al plesso di Via Volturno (prenda appunti, assessora Ginocchio): lì davvero si procedette a demolizione e ricostruzione di gran parte della struttura, ora a norma con giusto indice di vulnerabilità sismica (un indice che misura la capacità di un edificio scolastico di resistere ad un terremoto rispetto agli standard di costruzione attuali: se è pari ad 1,0 significa che la scuola soddisfa pienamente i requisiti per le nuove costruzioni; può anche essere inferiore, 0,8 ad esempio, ma questo dipende dalla sismicità della zona (ha preso appunti, assessora Ginocchio ???).
Poi la storia ha fatto il suo corso. Nel 2017 il Sindaco dell’epoca (Cirioli, ndr), chiuse definitivamente questa struttura; la successiva amministrazione comunale (Di Tommaso, ndr) tentò di riprendere il finanziamento. Fino ai giorni nostri, quando la inefficiente attuale amministrazione comunale annuncia a “spron battuto” l’inizio dei lavori di qualcosa (dopo tre anni di nulla).
Ma inizio dei lavori di cosa??? Intanto gli alifani si segneranno certamente questi dati: data inizio lavori 26 maggio 2026 per un completamento previsto in 160 giorni, dunque parliamo del 6 novembre 2026. Poi l’attuale progetto (di cui affannosamente, sempre l’inutile assessora al ramo si arrampicava sugli specchi nel corso di un recente consiglio comunale cercando di spiegare, senza riuscirci ovviamente, che si stava facendo il possibile per un finanziamento pubblico, ad in pratica le stesse cifre di oltre 20 anni fa: 500/550 mila euro), prevede una sorta di messa a norma di parte del complesso, con anche strutture in acciaio; la demolizione e ricostruzione del tetto, ma solo in due androni e non di tutte le aule.







