ALIFE. La processione con le reliquie del Santo Patrono San Sisto I per le strade del paese: un evento eccezionale che si ripeterà tra un secolo.
In attesa della serata di festa programmata per domani sera in Piazza Vescovado, l’urna rimarrà fuori dalla consueta cappella di San Sisto, quindi facilmente visitabile dai fedeli, fino all’11 di agosto.
Questa sera la città di Alife ha vissuto un evento davvero eccezionale: le reliquie di San Sisto I, Papa e Martire, hanno attraversato in lungo ed in largo le strade del paese, tra una folla festante e cori inneggianti al Santo Protettore. Ricorrevano proprio oggi, difatti, i 300 anni dal ritrovamento dei resti del Santo, ritrovamento effettuato nel 1716 dal Vescovo dell’epoca, Angelo Maria Porfiria, giù nella Cripta Normanna della Cattedrale Santa Maria Assunta. Al seguito della processione anche il Sindaco neo sfiduciato, Giuseppe Avecone, accompagnato da Angelo Giammatteo (già assessore della sua giunta), il maggiore Puorto del Comando Stazione Carabinieri di Alife, ed il comandante della Polizia Municipale, Iannelli. Presente, tra le autorità civili, anche l’assessore Marcellino Iannotta dal Comune di Piedimonte Matese. Numerosi i prelati al seguito del corteo religioso, presieduto da S.E. il Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo. Attenzione particolare è stata riservata alla pesante urna contenente le ossa del Santo, portata a braccia dai componenti il comitato festeggiamenti, presieduto da Tommaso Abbraccio. In attesa della serata di festa programmata per domani sera in Piazza Vescovado, l’urna rimarrà fuori dalla consueta cappella di San Sisto, quindi facilmente visitabile dai fedeli, fino al giorno di ricorrenza del Santo, ovverosia l’11 di agosto. La sera del 10 agosto sarà portata, come da tradizione, la statua con l’immagine del Santo dalla Cattedrale Santa Maria Assunta fino alla Cappella poco fuori le mura; in via eccezionale quest’anno saranno portati anche i resti stessi di San Sisto, per una veglia notturna prevista in cappella, prima di fare ritorno in Cattedrale il giorno seguente. 

















Dalla familia Carluccio